C’è un profumo che, appena apri il barattolo, ti fa pensare a una cucina di campagna, alle finestre socchiuse d’estate e a quel momento in cui “qualcosa di semplice” diventa speciale. Parlo del rosmarino macerato nel vino bianco, un piccolo rito domestico che sembra quasi magia, ma in realtà è chimica gentile e tradizione ben collaudata.
Perché funziona davvero (senza misteri)
La macerazione è un’estrazione a freddo: invece di cuocere l’erba, lasci che il vino bianco secco faccia il lavoro lentamente. La componente alcolica, anche se non altissima, aiuta a “sciogliere” e trasferire nel liquido parte degli oli essenziali e delle note resinose del rosmarino, preservandone il carattere fresco, balsamico, quasi pungente.
Il risultato è un infuso aromatico che, nella tradizione, si usa come aperitivo o digestivo leggero, sempre in quantità piccole.
La scelta degli ingredienti, qui si gioca tutto
Prima di metterti a macerare, fai due controlli che cambiano l’esito finale:
- Vino: scegline uno secco, piuttosto neutro, non troppo profumato. Se è già “esplosivo” di aromi, rischi un gusto confuso.
- Rosmarino: meglio fresco, sodo, profumato. Evita rametti appassiti o ingialliti.
- Contenitore: vetro pulitissimo, chiusura ermetica. La luce è nemica, quindi meglio un luogo buio.
Un dettaglio pratico che pochi dicono: lava il rosmarino velocemente, poi asciugalo benissimo. L’acqua residua può rovinare nitidezza e conservazione.
Tre ricette tradizionali (scegli in base al tempo)
Qui sotto trovi tre varianti, tutte semplici. La differenza vera è la pazienza.
1) Ricetta veloce (2 giorni)
Ingredienti
- 1 litro di vino bianco secco
- 30 g di foglie di rosmarino fresco
Metodo
- Inserisci il rosmarino nel contenitore di vetro e coprilo con il vino.
- Lascia 2 giorni in luogo fresco e al riparo dalla luce.
- Agita delicatamente 1 o 2 volte al giorno.
- Filtra e conserva in frigo.
Questa versione è più “verde”, più immediata, perfetta se vuoi provare senza aspettare troppo.
2) Ricetta tradizionale (5-8 giorni)
Ingredienti
- 1 litro di vino bianco secco
- 3 o 4 rametti di rosmarino fresco (oppure 30 g di foglie)
Metodo
- Metti i rametti nel vino.
- Lascia macerare 5-8 giorni al buio, agitando spesso.
- Filtra con cura finché il liquido diventa limpido.
- Travasa in bottiglia di vetro scuro e conserva al fresco.
Qui l’aroma diventa più rotondo e “integrato”, meno tagliente.
3) Ricetta con alcol e limone (più intensa)
Ingredienti
- Rosmarino fresco
- Scorza di limone (solo parte gialla)
- Alcol alimentare (per la prima fase)
- Vino bianco (per completare)
Metodo
- Metti rosmarino e scorza di limone in infusione con l’alcol.
- Macera 6 giorni, agitando ogni giorno.
- Filtra, poi aggiungi il vino bianco.
- Lascia riposare 2 giorni prima di servire.
Questa è più “da liquore”, quindi va gestita con ancora più moderazione.
Come si beve (e come si abbina)
Nella tradizione si usa in piccoli bicchierini:
- Prima dei pasti, come aperitivo aromatico.
- Dopo cena, come digestivo leggero.
A me piace anche come “toccatina” profumata in cucina: un cucchiaio per sfumare verdure o patate al forno, senza esagerare.
Conservazione e limpidezza: i trucchi che fanno la differenza
Per un risultato pulito:
- filtra due volte, prima con colino, poi con garza o filtro da caffè,
- evita di strizzare le foglie, porta più sedimenti,
- tieni la bottiglia al buio, meglio se in frigo per la versione veloce.
Avvertenze importanti (da non saltare)
Nonostante sia un preparato “di casa”, resta un prodotto alcolico e concentrato. È tradizionalmente vietato in caso di insonnia, pressione alta o gravidanza. Inoltre è sconsigliato a chi ha problemi epatici o gastrici. Se hai dubbi, sensibilità alle piante o terapie in corso, meglio parlarne con il medico prima di provarlo.
Se lo tratti con rispetto, ti regala un’esperienza semplice e memorabile: un sorso che profuma di erbe, di pazienza e di tradizione.




