C’è un momento, quando pensi agli gnocchi fatti in casa che si sciolgono in bocca, in cui ti sembra di aver fatto tutto giusto. Patate lessate, farina pronta, mani infarinate, eppure al primo assaggio… sorpresa: sono gommosi, quasi elastici. Se ti è capitato, sappi che non sei solo, e soprattutto c’è un “colpevole” ricorrente, molto più comune di quanto immagini.
L’errore che rovina tutto: impasto lavorato troppo
L’idea che “più impasto, più viene bene” con gli gnocchi è una trappola. Qui vale l’opposto: l’impasto va toccato il meno possibile. Quando lo lavori a lungo, la farina sviluppa il glutine e il risultato cambia natura: da morbido e leggero diventa masticabile, compatto, con quella sensazione un po’ “da impasto di pane” che spegne la magia.
Il segreto, quindi, non è impastare meglio. È impastare meno, con un gesto deciso ma breve, giusto il tempo di amalgamare.
Patate: la scelta che determina metà del risultato
Prima ancora della farina, sono le patate a decidere se andrai verso gnocchi soffici o verso un impasto umido e capriccioso.
Scegli così:
- Patate vecchie, meglio se bianche e farinose
- Ricche di amido e povere di acqua
- Evita le patate novelle o molto acquose, ottime al forno, ma qui ti complicano la vita
Quando le patate contengono troppa acqua, ti costringono a compensare con più farina. E più farina significa gnocchi più pesanti.
Cottura delle patate: non farle bere acqua
Un errore che ho visto fare spesso è sbucciarle prima di lessarle. Sembra una scorciatoia, ma le patate diventano spugne: assorbono acqua e l’impasto poi “chiede” farina senza fine.
Per restare sul sicuro:
- Cuoci le patate con la buccia
- Scolale bene e lasciale asciugare un attimo
- Schiacciale quando sono ancora calde, così restano asciutte e si lavorano meglio
Se vuoi un risultato ancora più asciutto, vapore o microonde sono ottimi alleati, ma anche la classica bollitura con buccia funziona benissimo.
Farina: quanta ne basta davvero?
Qui entra in gioco il classico momento di panico: impasto appiccicoso, mani che si incollano, e la tentazione di aggiungere farina “finché non smette”. È proprio lì che nascono gli gnocchi pesanti.
Una regola pratica:
- Farina pari a circa 25-30% del peso delle patate (per esempio, 300 g di farina su 1 kg di patate)
Il punto non è ottenere un impasto secco come la pasta frolla. Deve essere morbido, appena gestibile, e soprattutto non va rimaneggiato.
Ingredienti
- 1 kg di patate vecchie (bianche, farinose)
- 250-300 g di farina 00 (parti da 250 g, poi aggiusta)
- 1 uovo (facoltativo, aiuta a legare ma può rendere più “sodo” il risultato)
- Sale q.b.
Metodo
- Lava le patate e lessale con la buccia finché sono tenere.
- Scolale, pelale ancora calde e schiacciale subito, poi falle intiepidire quel tanto che basta da non scottarti.
- Disponi le patate a fontana, aggiungi sale e, se vuoi, l’uovo. Unisci la farina iniziando da 250 g.
- Impasta pochissimo, giusto finché il composto sta insieme. Se lo lavori a lungo, diventa elastico.
- Forma un filoncino, taglia a tocchetti e rigali velocemente (oppure lasciali lisci).
- Cuoci in acqua salata in ebollizione: quando salgono a galla, aspettane pochi secondi e scolali.
Il trucco dello gnocchetto di prova (che salva la cena)
Prima di formare tutti gli gnocchi, fai una prova: preleva un pezzetto d’impasto, forma uno gnocchetto e cuocilo in un pentolino.
- Se tiene la forma ed è morbido, sei a posto.
- Se si sfalda, aggiungi pochissima farina (un cucchiaio alla volta), senza impastare troppo.
È un gesto piccolo, ma ti evita l’errore più doloroso: scoprire che qualcosa non va quando ormai hai già formato tutto. E a quel punto sì che gli gnocchi tornano a sciogliersi davvero in bocca, come devono.




