Quasi tutti commettono questo errore quando preparano le lasagne, ma non lo sanno!

La scena la conosco bene, teglia fumante, profumo che riempie la cucina, tutti già con la forchetta pronta. Poi arriva il momento del taglio e succede l’imprevisto: angoli secchi, sfoglie un po’ gommose, strati che non si “abbracciano”. La cosa buffa è che spesso non è colpa del forno, né della pasta, né della ricetta “sbagliata”. È un dettaglio che quasi tutti sottovalutano.

L’errore più comune (soprattutto con pasta secca a crudo)

Quando si usano le sfoglie secche senza precottura, l’errore numero uno è fare ragù e besciamella troppo densi. Sembra una buona idea, “così regge meglio”, ma la pasta a crudo ha bisogno di umidità per cuocere in modo uniforme. Se i condimenti sono asciutti e compatti, la sfoglia non riesce ad assorbire liquido a sufficienza e il risultato è quello che nessuno vuole: strati secchi, bordi duri, centro a tratti gommoso.

La soluzione non è “annegare” la lasagna, è calibrare la fluidità. Io me la immagino così: la salsa deve scendere dal cucchiaio con lentezza, come una crema che si muove, non come un mattone che resta fermo.

Cosa deve succedere in forno

In cottura avviene una piccola magia: la pasta assorbe liquidi da ragù e salsa, mentre il calore fa addensare gradualmente tutto. Se parti già da condimenti super tirati, non c’è margine. Se parti da condimenti caldi e leggermente fluidi, la pasta si idrata, cuoce e poi, solo alla fine, il piatto si compatta.

Ingredienti (teglia 30×20, 6-8 porzioni)

  • 250 g di sfoglie di lasagna secca (preferibilmente all’uovo, porose)
  • 700 g di ragù già pronto, meglio se non troppo ristretto
  • 800 ml di besciamella
  • 150 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 120 ml di brodo caldo (oppure latte)
  • 200 g di mozzarella ben scolata (facoltativa)
  • Sale q.b.
  • Noce moscata q.b.
  • Burro o olio q.b. per la teglia

Metodo

  1. Scalda i condimenti: porta ragù e besciamella a temperatura calda, non bollente. Aggiungi al ragù 60 ml di brodo (o latte) e mescola. Alla besciamella aggiungi altri 60 ml, più un pizzico di noce moscata. Devono risultare morbidi, non acquosi.
  2. Prepara la teglia: ungila con burro o olio, poi stendi un velo di ragù. Questo evita che la base si asciughi.
  3. Assembla i primi strati: disponi le sfoglie secche, poi ragù, poi besciamella, poi una spolverata di Parmigiano. Se usi mozzarella, mettila a piccoli pezzi, ben asciutta.
  4. Ripeti con generosità: punta a 4-5 strati, coprendo bene tutta la superficie. Se qualche bordo resta scoperto, lì nasce la secchezza.
  5. Chiudi “umido”: ultimo strato con besciamella più abbondante e Parmigiano. Se la superficie ti sembra già asciutta, aggiungi 1-2 cucchiai di brodo lungo i lati.
  6. Cuoci: forno statico a 180 °C per 35-45 minuti. Se colora troppo presto, copri con alluminio.
  7. Riposa: 15-20 minuti fuori dal forno. È il trucco che trasforma una teglia fragile in fette pulite e cremose.

Altri errori che rovinano la teglia (senza che te ne accorga)

  • Pasta sbagliata: sfoglie troppo spesse o poco porose rendono la cottura a crudo più difficile. Cerca una pasta che “beva” bene i condimenti.
  • Precottura fatta male: se sbollenti le sfoglie, asciugale davvero. L’acqua che resta addosso crea una lasagna acquosa.
  • Bilanciamento opposto: besciamella troppo liquida o ragù troppo umido, qui l’effetto è un piatto che non sta su. Il punto è “fluido ma sostenuto”.
  • Strati poveri: pochi strati o ripieno tirato, la pasta resta protagonista nel modo sbagliato.
  • Carta forno sotto: tende ad assorbire e poi rilasciare umidità, e la base perde consistenza.
  • Taglio immediato: appena sfornata sembra pronta, ma dentro è ancora in movimento. Il riposo fa “settare” tutto.

Il segnale definitivo che sei sulla strada giusta

Quando scuoti leggermente la teglia appena prima di infornare, la superficie non deve essere una palude, ma nemmeno immobile. Deve vibrare appena, come una crema compatta. È lì che capisci di aver evitato l’errore più comune e di aver dato alla pasta l’acqua giusta, nel momento giusto.

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