Trippa alla romana con pecorino e menta: come prepararla come in trattoria

C’è qualcosa di irresistibile nella trippa alla romana con pecorino e menta: è uno di quei piatti che, appena arriva in tavola, profuma di trattoria vera, di sugo lento, di pane pronto per la scarpetta. E la cosa bella è che non serve essere chef, basta rispettare pochi passaggi e, soprattutto, non avere fretta.

Perché “sa di trattoria” (anche a casa)

Il segreto non è un ingrediente magico, ma una combinazione precisa: soffritto dolce, sugo di pomodoro che cuoce piano, vino bianco che pulisce e profuma, poi quel colpo finale di pecorino romano e mentuccia aggiunta a crudo che cambia tutto. È un equilibrio rustico, deciso, ma sorprendentemente elegante.

E sì, il profumo che senti quando apri il coperchio a fine cottura è proprio quello che inseguivi.

Ingredienti

Dosi per 4 persone:

  • 800 g – 1 kg di trippa di bovino (meglio precotta, oppure da sbollentare)
  • 400-500 g di pomodori pelati (o passata/polpa)
  • 1 cipolla (oppure 2 scalogni)
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1-2 spicchi di aglio (facoltativo ma consigliato)
  • 1/2 – 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 100-150 g di pecorino romano grattugiato
  • Mentuccia fresca (una manciata, o almeno 10-15 foglie)
  • 40-80 ml di olio extravergine d’oliva
  • Sale, pepe
  • Opzionali: peperoncino, 2 chiodi di garofano

Nota: la mentuccia è la “menta romana”, più erbacea e meno dolce, ed è il dettaglio che fa la differenza.

Procedimento

1) Prepara la trippa (senza stress)

  • Se la trippa è precotta, sciacquala bene sotto acqua corrente, asciugala e tagliala a strisce.
  • Se è da trattare: mettila in acqua fredda, porta a bollore, sbollenta 15 minuti, poi scola e sciacqua.

Questo passaggio serve a renderla più pulita nel sapore e pronta ad assorbire il sugo.

2) Il soffritto, lento e paziente

In un tegame capiente, meglio se spesso, scalda l’olio e aggiungi cipolla, carota e sedano tritati fini. Unisci l’aglio (se lo usi).

Cuoci a fuoco basso per circa 5 minuti, deve appassire e profumare, non colorire. Qui metti sale, pepe e, se ti piace, un pizzico di peperoncino.

3) Trippa dentro, poi vino

Aggiungi la trippa e falla insaporire 5-10 minuti, mescolando con calma. Quando senti che “prende” il soffritto, sfuma con il vino bianco e lascialo evaporare del tutto.

Questo è uno dei momenti in cui capisci che sta venendo bene: l’odore cambia, si fa più pulito e rotondo.

4) Pomodoro e cottura lunga (qui nasce il piatto)

Schiaccia i pelati (o versa la passata) e uniscili in pentola. Se serve, aggiungi un goccio d’acqua.

Copri parzialmente e cuoci a fuoco basso per 50 minuti fino a 2 ore, mescolando ogni tanto. La consistenza giusta è densa, non brodosa. Se asciuga troppo, aggiungi pochissima acqua, un cucchiaio alla volta.

Se vuoi un tocco “antico”, puoi mettere anche 1-2 chiodi di garofano, ma senza esagerare.

5) Il finale: pecorino e mentuccia (non prima)

A fuoco spento aggiungi:

  • una manciata di pecorino romano
  • la mentuccia fresca, meglio spezzettata con le mani

Mescola e lascia riposare 2 minuti. È qui che il profumo si alza e diventa inconfondibile, quasi come se la pentola stesse respirando.

Come servirla davvero “alla romana”

Metti nei piatti ben calda, completa con altro pecorino e qualche foglia di mentuccia. Pane croccante obbligatorio, perché il sugo è fatto apposta per la scarpetta.

Se vuoi un contorno semplice, punta su qualcosa che non rubi la scena: cicoria ripassata o un’insalata amara.

Errori comuni (che rovinano la magia)

  • Mentuccia in cottura: perde profumo e diventa “verde” nel senso sbagliato.
  • Cottura troppo veloce: la trippa resta scollegata dal sugo, come se non si conoscessero.
  • Poco pecorino: qui il pecorino non è decorazione, è parte della struttura del piatto, lega e completa.

Il dettaglio che quasi nessuno dice

Il giorno dopo è più buona. Come tanti piatti di sugo, la trippa riposa, si assesta, diventa più profonda. Se puoi, cucinala in anticipo e scaldala piano: ti sembrerà di aver portato a casa un pezzo di Roma.

E se ti viene voglia di capire perché la mentuccia qui funziona così bene, è anche una questione di aromi e tradizione: dentro questo piatto c’è la storia della cucina romana, quella vera, sostanziosa e sorprendentemente precisa.

TriesteNotizie

TriesteNotizie

Articoli: 260

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *