C’è un momento, quando porti a casa dei funghi porcini freschi, in cui l’entusiasmo si mescola a un piccolo timore: “E adesso, come li pulisco senza rovinarli?”. È una domanda normale, perché questi tesori di bosco sono profumati, delicati e, sì, assorbono acqua con una facilità quasi sospetta.
Perché la pulizia è così importante (e perché va fatta con delicatezza)
I funghi porcini non sono come le verdure robuste che puoi lavare sotto il rubinetto senza pensarci. Hanno una struttura spugnosa, soprattutto sotto il cappello, che tende a trattenere umidità e a perdere croccantezza in cottura. Il segreto, imparato un po’ alla volta, è semplice: togliere terra e residui con strumenti asciutti e usare l’acqua solo come ultima risorsa, e per pochi secondi.
Se hai tra le mani dei porcini appena raccolti o appena comprati, l’obiettivo è uno solo: arrivare alla padella con funghi puliti, profumati e ancora “sodi”, pronti a sprigionare tutto il loro aroma.
Materiali necessari (pochi, ma giusti)
Preparali prima, così lavori veloce e i funghi restano il meno possibile “stressati”:
- Coltellino affilato (o spelucchino)
- Spazzola o pennello a setole morbide (va benissimo anche uno spazzolino da denti pulito)
- Panno pulito e asciutto (oppure carta assorbente)
- Un canovaccio su cui appoggiarli mentre procedi
Prima occhi, poi mani: controlla cosa hai in mano
Prima di tagliare o spazzolare, fai una rapida ispezione:
- Scarta gli esemplari marci, troppo molli, raggrinziti o con odore sgradevole.
- Guarda sotto il cappello: spesso trovi aghi di pino, foglioline, granelli di terra, a volte piccoli insetti (niente panico, succede).
- Se il fungo è molto grande, valuta se separare cappello e gambo per lavorare meglio (non è obbligatorio, ma può semplificare).
Procedimento passo per passo (senza sprechi e senza ammolli)
1) Elimina la base terrosa del gambo
Con il coltellino taglia via la parte finale, quella più scura e “incrostata”. Poi usa la lama come un piccolo raschietto per rimuovere residui duri lungo il gambo. È un gesto semplice, quasi terapeutico, e già qui vedi il fungo tornare pulito.
2) Spazzola via la terra, con calma
Passa la spazzola su:
- gambo
- cappello
- spugna sotto il cappello (delicatissimo, ma fondamentale)
Insisti solo dove serve. Un dettaglio importante: evita di rimuovere la pellicina marrone del cappello, non è sporco, è parte del fungo.
3) Panno umido, solo per i punti ostinati
Se restano macchioline o residui, usa un panno appena umido (strizzato bene) e passalo con leggerezza. L’idea è “raccogliere” lo sporco, non lavare.
4) Risciacquo rapidissimo, solo se davvero necessario
Se il fungo è molto sporco e non basta il panno, puoi fare un passaggio velocissimo sotto acqua fredda. Tieni il cappello parzialmente coperto con la mano e non lasciarlo mai in ammollo. Pochi secondi, poi basta. L’acqua è l’ultima carta, non la prima.
5) Asciuga subito, senza pietà
Appoggia i porcini su un canovaccio pulito e tampona con carta o panno asciutto. Questo passaggio è cruciale: l’umidità residua è la nemica numero uno della buona rosolatura.
Consigli pratici che fanno la differenza
- Non lavare a lungo: altera sapore, profumo e consistenza.
- Se devi aspettare prima di cucinarli, conservali in frigo in un contenitore aperto o semiaperto, coperti con carta assorbente, non chiusi ermeticamente.
- Dopo la pulizia, tagliali in base alla ricetta: lamelle per trifolati, spicchi per griglia, dadini per risotti e ripieni.
E dopo? Una cottura veloce per esaltarli
Quando sono puliti bene, cuocerli diventa una gioia. Per un risultato semplice e intenso, scaldali in una padella larga a fuoco alto con olio, uno spicchio d’aglio e prezzemolo. Lasciali rosolare senza affollarli, così evaporano e si dorano, poi sala alla fine. In pochi minuti capisci perché valeva la pena pulirli con tanta cura.




