Ti è mai capitato di aprire un barattolo di ceci, scolarli e, senza pensarci, buttare via quel liquido un po’ torbido nel lavandino? Anch’io lo facevo. Poi ho scoperto che quello “scarto” può trasformarsi in una piccola magia da cucina, soprattutto se vuoi ridurre sprechi o cucinare senza uova.
La sorpresa nel barattolo: cos’è l’acquafaba
Quel liquido si chiama acquafaba ed è, in pratica, l’acqua di cottura o di conservazione dei ceci. Non è solo acqua: contiene una combinazione di proteine e saponine che le dà un comportamento davvero interessante, può diventare montabile, spumosa e anche un ottimo addensante vegetale.
Il punto chiave, e qui sta la risposta alla domanda che ti frulla in testa, è questo: l’acquafaba può sostituire l’albume d’uovo in tantissime preparazioni. È una risorsa preziosa per chi segue un’alimentazione vegana, ma anche per chi è intollerante alle uova o semplicemente vuole sperimentare.
Come ottenerla (senza complicarti la vita)
Hai due strade, una super veloce e una più “da dispensa”.
1) Da ceci in scatola (la via pratica)
- Scola i ceci con un colino a maglie fitte.
- Filtra il liquido, se vuoi una consistenza più pulita.
- Usalo subito, oppure:
- conservalo in frigo fino a 24 ore per farlo diventare più gelatinoso,
- congelalo in contenitori ermetici (perfetto se ne accumuli un po’).
Consiglio da cucina quotidiana: se puoi, preferisci ceci in vetro o senza additivi, perché alcuni liquidi di conservazione hanno un sapore più marcato.
2) Da ceci secchi (la via “fatta in casa”)
- Metti in ammollo i ceci per 12-48 ore, cambiando l’acqua.
- Cuocili per circa 2 ore, senza sale durante la cottura.
- Scola e raffredda il liquido.
- Lascialo in frigo prima di montarlo, il freddo aiuta molto.
Come montarla bene (e non scoraggiarti)
Se l’hai provata una volta e ti è sembrata “pigra”, è normale. L’acquafaba ha bisogno di tempo e di fruste elettriche.
- Usala fredda.
- Monta per 5-10 minuti, finché diventa chiara e soda.
- Se vuoi una struttura più stabile, puoi aggiungere:
- un pizzico di cremor tartaro,
- un addensante come gomma di guar,
- oppure zucchero (nei dolci aiuta tantissimo la tenuta).
Quanto usarne: l’equivalenza che ti salva le ricette
Qui mi sono fatto un piccolo promemoria mentale, e funziona sempre:
| Sostituzione | Quantità |
|---|---|
| 1 albume | 3 cucchiai di acquafaba |
È un dettaglio piccolo, ma ti evita esperimenti a vuoto.
Cosa farci davvero: usi che cambiano la routine
Ecco dove l’acquafaba smette di essere curiosità e diventa utile sul serio.
Meringhe vegane
Monti l’acquafaba, aggiungi zucchero a velo un po’ alla volta e poi cuoci a bassa temperatura. Il risultato è sorprendente: leggere, asciutte, con quella crosticina che “scricchiola”.
Maionese vegana
Con frullatore a immersione emulsioni acquafaba, succo di limone, senape e olio. In pochi minuti hai una salsa cremosa, perfetta per tartine, insalate o panini.
Dolci e salati di tutti i giorni
L’ho usata con soddisfazione in:
- mousse e creme leggere,
- pancakes e crêpes più soffici,
- “frittate” vegane e impasti salati,
- salse da addensare senza panna,
- crackers e impasti dove serve aria e struttura.
Il bonus che non ti aspetti: meno sprechi, più valore
La cosa che mi piace di più è la sensazione di fare pace con la cucina: trasformi uno scarto in risorsa. È un gesto semplice di sostenibilità, che ti fa risparmiare e, allo stesso tempo, ti apre nuove possibilità.
Quindi sì, la prossima volta non buttarla. Mettila in frigo, montala, sperimentala. Potrebbe diventare il tuo ingrediente segreto, quello che non sapevi di avere già in casa.




