Ti confesso che per anni ho trattato le patate dolci sempre allo stesso modo, forno e via. Poi un giorno, complice una cena improvvisata e poca voglia di aspettare, ho iniziato a sperimentare. E lì ho capito una cosa semplice: con le patate dolci non esiste “un” metodo giusto, esiste quello che ti salva la serata.
Prima di tutto: come sceglierle e prepararle
La base è più importante di quanto sembri. Se parti bene, qualunque cottura viene più uniforme.
- Scegli patate dolci sode, senza tagli e ammaccature.
- Lavale bene, spesso la buccia si può mangiare (se ti piace più rustico, è un plus).
- Se le tagli, cerca pezzi simili tra loro, così cuociono insieme.
- Sale sì, ma al momento giusto: in alcuni metodi conviene aggiungerlo dopo per non “tirare fuori” troppa umidità.
Bollite: morbide, pulite, perfette per schiacciare
È il metodo più sottovalutato, eppure è quello che ti regala una polpa dolce e vellutata, ideale per puree e impasti.
Come fare
- Lavale con la buccia.
- Metti in pentola, copri con acqua fredda non salata.
- Porta a bollore e cuoci circa 40-50 minuti, finché la forchetta entra senza resistenza.
Consiglio personale: una volta cotte, tagliale a metà e condiscile con olio, sale e una spezia, sembrano “semplici”, ma spariscono in cinque minuti.
Al forno: la versione che profuma di casa
Qui hai due strade: intere oppure a pezzi. Intere fanno effetto “cartoccio naturale”, a pezzi diventano contorno serio, da teglia.
- Intere con buccia: bucherella con una forchetta e cuoci a 200°C finché morbide.
- A tocchi o bastoncini: condisci con olio extravergine d’oliva, rosmarino e sale, poi forno a 200°C per 30-40 minuti, girando a metà.
Se vuoi più caramellatura, non affollare la teglia. L’aria deve girare, altrimenti fanno vapore e addio crosticina.
In padella: quando hai fame “adesso”
È la mia opzione da settimana piena: rapida, controllabile, senza accendere il forno.
- Taglia a cubetti o spicchi non troppo grossi.
- Scalda un filo d’olio e rosola a fuoco medio alto.
- Cuoci circa 20 minuti, mescolando ogni tanto.
Trucco: se vedi che colorano troppo ma restano dure, aggiungi un goccio d’acqua e copri per 3 minuti. Riparti poi senza coperchio per farle asciugare.
Croccanti al forno: l’effetto “wow” senza frittura
Qui il segreto è togliere amido superficiale e poi creare una pellicola leggera.
- Taglia a listarelle.
- Lasciale a mollo in acqua fredda, poi asciugale benissimo.
- Spolvera con amido di mais.
- Forno a 230°C per circa 20 minuti.
Risultato: fuori croccanti, dentro morbide. Perfette con paprika affumicata o curry.
In microonde: la scorciatoia intelligente
Quando ti serve una base pronta per una crema o per un ripieno, è imbattibile.
- Metti le patate dolci in un contenitore adatto e coperto.
- Cuoci a 600-700 watt per 6-7 minuti (dipende dalla grandezza).
- Lasciale riposare 1 minuto, il calore finisce il lavoro.
Sulla brace: dolcezza affumicata, pazienza premiata
È una cottura lenta, quasi meditativa. Avvolgile in alluminio, anche dopo una leggera sbollentatura, e lasciale sulla brace calda per circa due ore. Dentro diventano cremose, con una nota affumicata che sembra un ingrediente in più.
Fritte: sì, ma con un minimo di tecnica
Per bastoncini dorati e meno “molli”:
- Taglia sottile.
- Sbollenta brevemente.
- Asciuga, poi friggi in olio bollente finché dorate.
Spezie e aromi: il modo più facile per non annoiarsi mai
Con le patate dolci funzionano benissimo:
- paprika affumicata, peperoncino, curry
- timo, prezzemolo, rosmarino
- un pizzico di sale alla fine e un filo d’olio buono
La verità è che cambiare cottura cambia proprio il carattere del piatto. Morbide, croccanti, affumicate, rapide, “da comfort food”, le patate dolci sanno adattarsi a te, basta scegliere il metodo che ti somiglia oggi.




