C’è un momento, in cucina, in cui ti accorgi che stai cercando due cose insieme: il sapore “vero” e un po’ di tempo in più per te. Ecco, la vasocottura sembra nata proprio per questo, perché cuoce, conserva e profuma tutto in un gesto solo, dentro un semplice vasetto di vetro.
Cos’è davvero la vasocottura (senza misteri)
La vasocottura è una tecnica in cui gli alimenti vengono messi in vasetti di vetro e chiusi in modo ermetico, così che, durante la cottura, l’acqua presente nel cibo si trasformi in vapore. Quel vapore resta intrappolato, aumenta la pressione e cuoce in maniera sorprendentemente uniforme.
Se devo spiegartela con un’immagine, è come avere una pentola a pressione in miniatura per ogni porzione. E la parte più affascinante arriva dopo: quando il vasetto si raffredda, si crea un sottovuoto naturale che aiuta la pastorizzazione e allunga la vita del piatto in frigorifero.
Come funziona: vapore, pressione e sapori che non scappano
In una cottura tradizionale, una parte degli aromi vola via nell’aria o resta sul fondo della pentola. Qui no: tutto rimane “sigillato”, e quando apri il vasetto senti un profumo pieno, concentrato, quasi come se avessi appena finito di cucinare.
I punti chiave sono:
- Il vapore si forma dall’umidità del cibo (o da un piccolo liquido aggiunto).
- La pressione interna aumenta e accelera la cottura.
- In raffreddamento si crea il sottovuoto, utile per conservare meglio.
Questa combinazione è il motivo per cui la vasocottura viene spesso associata a preparazioni più leggere: meno bisogno di grassi e sale, perché il gusto resta intrappolato e torna tutto nel piatto.
Metodi di cottura: scegli quello che ti semplifica la vita
La vasocottura non è “una sola” tecnica, puoi farla in modi diversi, a seconda di cosa hai in casa e di quanto tempo vuoi spendere.
- Bagnomaria sui fornelli: vasetti in pentola con acqua, meglio mettere uno strofinaccio attorno al vaso per evitare urti e rotture.
- Forno ventilato: comodo se devi cuocere più vasetti insieme, con aria che circola e calore uniforme.
- Microonde: il più rapido, perfetto per porzioni singole “salva pranzo”.
- Forno a vapore: per alcuni chef è il più preciso, per esempio a circa 85 °C per pochi minuti (tempi indicativi, dipende da dimensione e ricetta).
A livello di sicurezza e conservazione, ricordati la distinzione: sopra i 100 °C si parla di sterilizzazione (di solito con attrezzature dedicate), mentre tra 80 e 90 °C si punta alla pastorizzazione. Per un vasetto medio grande, spesso si sta intorno ai 20 minuti di cottura, ma la ricetta specifica resta la bussola.
Quali alimenti puoi usare (e quali evitare)
Qui viene il bello: puoi preparare piatti “veri”, non solo conserve.
Ottimi candidati:
- Salse e sughi (anche in vasi da 2 o 3 porzioni, pronti per la pasta)
- Verdure a pezzi con erbe aromatiche, un filo d’olio, un goccio d’acqua
- Pesce e carni bianche in porzioni singole, con limone, spezie, aromi
- Legumi già cotti, con passata o brodo per zuppe espresse
- Dolci al cucchiaio e creme cotte, se segui ricette affidabili
Da escludere, secondo le indicazioni più comuni: i funghi, perché sono delicati nella gestione e non sono ideali per questa tecnica.
Vantaggi concreti: perché piace così tanto
La vasocottura non è una moda, è una risposta pratica a problemi reali, tempo, sprechi, sapore.
Ecco cosa ti porti a casa:
- Sapori più intensi (gli aromi non si disperdono)
- Migliore resa di principi nutritivi
- Piatti più leggeri, con meno sale e grassi
- Porzioni già pronte, perfette per il meal prep
- Conservazione in frigo più lunga, spesso 4 o 5 giorni a vasetto chiuso
E se ti incuriosisce il concetto di conservazione tramite calore, vale la pena capire anche cos’è la pastorizzazione, perché è proprio uno dei pilastri che rendono questa tecnica così interessante.
Un ultimo dettaglio che fa la differenza
La vasocottura dà il meglio quando pensi “in piccolo”: porzioni singole, ingredienti semplici, aromi scelti bene. È una cucina che ti invita a organizzarti, sì, ma senza toglierti il piacere del piatto appena aperto, caldo e profumato, come se qualcuno l’avesse cucinato per te un minuto prima.




