Non gettare via il riso scotto, prova prima questa gustosa ricetta

Ti è mai capitato di guardare quel piatto di riso scotto avanzato e pensare, “Ok, e adesso?” A me sì, e per anni l’ho considerato un mezzo fallimento. Poi ho scoperto il trucco milanese che cambia tutto: lo trasformi in una specie di “torta” sottile, croccante fuori e morbida dentro, che sparisce dal piatto prima ancora di sederti.

Il segreto milanese per salvare gli avanzi

Si chiama riso al salto, ed è una ricetta di recupero nata proprio per non buttare via il risotto del giorno prima, spesso il classico alla milanese con zafferano. L’idea è semplicissima e geniale: parti da un riso già cotto e ben mantecato, lo fai raffreddare finché diventa compatto, poi lo rosoli in padella finché si crea una crosticina dorata irresistibile.

È il tipo di piatto che racconta una città e una cucina: niente sprechi, tanta tecnica, e un risultato che sembra “nuovo” anche se nasce dagli avanzi.

Perché funziona (e perché viene così buono)

Quando il risotto è freddo, l’amido si stabilizza e il composto si “tiene” meglio. Il burro e il formaggio della mantecatura fanno da collante, così in padella non ottieni una semplice sgranatura, ma un disco compatto che frigge dolcemente e diventa croccante.

La magia è tutta nella doppia consistenza:

  • crosticina esterna sottile e saporita
  • interno morbido che ricorda il risotto originale, ma più intenso

E sì, è anche un piccolo esercizio di pazienza: più il riso è freddo, più viene perfetto.

Ingredienti (per 4 persone)

Se hai già circa 300 g di riso scotto o risotto avanzato, puoi saltare la parte del risotto base e andare direttamente alla fase di raffreddamento.

Per il risotto base (se lo prepari da zero)

  • 300-350 g di riso Carnaroli
  • 1 cipolla o scalogno
  • 800 ml-1 l di brodo vegetale caldo
  • 50-80 g di burro (meglio chiarificato per la fase in padella)
  • 2-3 bustine di zafferano (o pistilli)
  • 30-40 g di parmigiano o grana grattugiato
  • 2-3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • vino bianco (facoltativo)
  • sale e pepe q.b.

Metodo passo per passo

  1. Soffritto e tostatura
    Trita cipolla o scalogno, fallo appassire con metà burro e un filo d’olio. Unisci il riso e tostalo 2-3 minuti mescolando.

  2. Cottura del risotto
    Aggiungi lo zafferano (sciolto in poco brodo caldo), sfuma con vino bianco se ti va, poi cuoci aggiungendo brodo un mestolo alla volta per 15-18 minuti, sempre mescolando.

  3. Mantecatura (qui si decide il risultato)
    A fuoco spento, unisci il burro restante e il formaggio. Mescola bene, regola di sale e pepe: deve essere saporito, perché in padella si “asciuga” un po’.

  4. Raffredda e compatta
    Stendi il risotto su un piatto o una teglia in uno strato uniforme, circa 0,5 cm. Schiaccia leggermente con una forchetta. Metti in frigo finché è freddo, idealmente tutta la notte.

  5. Cottura “al salto”
    Scalda una padella antiaderente da 24 cm con burro chiarificato (o burro più un filo d’olio) a fuoco medio. Adagia il disco di riso e compattalo. Cuoci 4-6 minuti senza toccarlo, finché senti profumo di tostato e vedi i bordi dorarsi.

  6. La girata (il momento delicato)
    Gira usando un piatto o un coperchio leggermente unto, poi falla scivolare di nuovo in padella e cuoci altri 4-6 minuti.

  7. Servi subito
    Taglia a spicchi o a fette. Caldo è una meraviglia.

Consigli pratici che fanno la differenza

  • Non avere fretta: riso freddo uguale disco compatto.
  • Evita il fuoco alto: la crosta deve dorare, non bruciare.
  • Vuoi la versione più “antica”? Aggiungi un po’ di midollo di bue al risotto base.
  • Se ti incuriosisce la tecnica alla base, è un piccolo capolavoro di gastronomia: trasformare consistenze senza aggiungere quasi nulla.

Alla fine, la risposta alla domanda iniziale è semplice: il riso scotto non è un problema, è un’occasione. E quando senti quel “crac” sotto la forchetta, capisci subito perché questo piatto non è solo un trucco anti-spreco, è una vera coccola.

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