C’è un momento, in primavera, in cui cammini vicino a un prato e ti sembra che tutto sia “commestibile”, se solo sapessi cosa guardare. A me è successo con il tarassaco: non solo foglie e fiori, ma quei minuscoli boccioli verdi, chiusi come pugni, che diventano dei capperi di tarassaco sorprendenti, saporiti e con quel tocco amarognolo che fa subito “cucina furba”.
Cosa sono davvero i capperi di tarassaco
I capperi di tarassaco non sono altro che i boccioli chiusi di Taraxacum officinale, raccolti prima che si aprano in fiore e conservati con tecniche semplici, come sale o aceto. Il risultato ricorda i capperi tradizionali, ma con una personalità tutta sua: più vegetale, leggermente amarognola, e spesso percepita come più “leggera” al palato.
Non è magia, è cucina di recupero intelligente. E sì, è anche un modo pratico per usare una pianta comunissima che molti considerano solo un’erbaccia, il tarassaco.
Perché piacciono (e perché fanno bene)
Qui il bello è che gusto e utilità vanno nella stessa direzione. I boccioli, una volta conservati, regalano un sapore deciso che ti permette di dare carattere ai piatti senza esagerare con condimenti pesanti.
Tra i motivi per cui vale la pena provarli:
- sapore intenso, ottimo come “nota salata” in ricette quotidiane
- profilo amarognolo tipico del tarassaco, tradizionalmente associato a un’azione depurativa
- estrema versatilità in cucina, con zero sprechi
E già che ci siamo, il tarassaco è una miniera: foglie giovani in insalata o in frittata, fiori in pastella o come decorazione, radici tostate come surrogato del “caffè” (curioso, vero?).
Dove e come raccogliere i boccioli (senza errori)
La regola d’oro è semplice: raccogli solo se sei sicuro del luogo. Niente bordi strada, niente campi trattati, niente giardini condominiali “misteriosi”.
Cerca:
- boccioli verdi e ben chiusi, compatti
- raccolta preferibile in primavera
- elimina le foglioline basali attaccate al bocciolo
- lava bene e asciuga con cura (l’umidità è nemica della conservazione)
Come usarli in cucina, come se fossero capperi
Una volta pronti, ti ritrovi un jolly. Io li metto dove metterei capperi classici, e funzionano quasi sempre:
- pizza e focacce
- pasta (soprattutto con pomodoro, olive, tonno)
- insalate di riso e insalate fresche
- antipasti, tartine, salse
- vitello tonnato, o versioni “di casa” simili
Un trucco pratico: se sono sotto sale, sciacquali e assaggiali prima di aggiungerli, così regoli la sapidità con precisione.
Tre preparazioni facili che riescono sempre
Sotto sale (la più semplice)
Tempo attivo 10 minuti, poi attesa.
- lava e asciuga perfettamente i boccioli
- in un vasetto pulito alterna strati di boccioli e sale grosso fino a riempire
- chiudi e lascia riposare in frigo 2 o 3 settimane
- prima dell’uso sciacqua e asciuga
Sott’aceto (profumo immediato, gusto più brillante)
- lava e asciuga i boccioli
- porta a bollore 100 ml aceto di mele + 100 ml acqua + 1 cucchiaino di sale (in alternativa 60% acqua e 40% aceto)
- sbollenta i boccioli per pochissimo
- trasferisci in barattolo e copri con il liquido caldo
- opzionale, aggiungi alloro o dragoncello
- chiudi e fai riposare 2 o 3 settimane in luogo fresco e buio
Sott’olio (per un antipasto “da dispensa”)
Dopo il trattamento (spesso si parte da una versione sotto sale o acidificata), asciuga bene e copri con olio EVO in un barattolo pulito. Conserva al fresco e usa sempre utensili puliti.
Conservazione e un’idea pronta da provare
La preparazione è davvero veloce, il resto lo fa il riposo. Conserva in frigo o in un luogo fresco, e controlla sempre che il barattolo sia pulito e ben chiuso.
Se vuoi innamorarti subito: pane tostato, filo d’olio, una spolverata di pepe, e sopra i tuoi capperi di tarassaco. Oppure in tartine con tonno e maionese, pochi pezzi, giusto per “accendere” tutto. Questa è la parte divertente: inizi per curiosità e finisci per cercare tarassaco ogni primavera.




