Ti è mai capitato di vedere una “ostrica” così perfetta da sembrare quasi disegnata, e di pensare: qualcosa non torna? Succede più spesso di quanto crediamo, soprattutto quando ci affidiamo all’occhio di fretta, al bancone o al ristorante. Il punto è semplice: alcune false ostriche non sono affatto ostriche, e il trucco sta tutto nel guscio.
Perché ci caschiamo (e perché non è colpa tua)
Le ostriche vere hanno una bellezza un po’ ruvida, irregolare, spesso asimmetrica. Proprio questa “imperfezione” è il loro tratto distintivo. Il problema è che esistono molluschi marini che, a un’occhiata veloce, possono ricordarle, in particolare gli abalone, noti anche come “orecchie di mare”.
Qui arriva la svolta: l’ostrica è un bivalve (due valve), l’abalone è un gasteropode (più vicino a una lumaca marina). Stesso mondo, logiche diverse.
La differenza che salta all’occhio: la forma
Quando guardo una conchiglia e mi chiedo “ostrica o no?”, parto sempre dalla silhouette. È un metodo banale, ma funziona.
- Ostriche vere: guscio irregolare, spesso bombato, ruvido, con bordi non perfettamente simmetrici. Le forme possono essere tondeggianti o “storte”, raramente eleganti.
- Abalone: guscio ovale, piatto, più allungato e regolare. Ha un’aria “armoniosa” che, paradossalmente, è già un campanello d’allarme.
Un trucco pratico: se da lontano il profilo ti sembra troppo pulito, quasi levigato, probabilmente non stai guardando un’ostrica.
Il test del guscio (quello che non sbaglia quasi mai)
Se puoi osservare da vicino, ci sono dettagli decisivi. E qui, davvero, il gioco cambia.
1) I fori laterali: la “cerniera naturale”
Negli abalone troverai una fila di piccoli fori laterali lungo un lato del guscio. Sembrano una serie di “buchini” allineati, come se qualcuno avesse fatto una cucitura sul bordo. Nelle ostriche questi fori non esistono.
Se vedi i fori, puoi praticamente chiudere il caso.
2) Dentro è tutta un’altra storia
L’interno del guscio racconta sempre la verità:
- Nell’ostrica trovi due valve, con l’attacco del muscolo ben evidente, e un aspetto generalmente opaco, madreperlaceo solo in parte.
- Nell’abalone l’interno è spesso più iridescente, con una lucentezza quasi “gioiello” e una spirale visibile (di solito 2 o 3 giri) che tradisce la sua natura di gasteropode.
In altre parole, l’ostrica è una scatola a due coperchi, l’abalone è una conchiglia unica, con una geometria più “a vortice”.
Comportamento e “vita reale”: chi si muove e chi resta
C’è anche un indizio meno immediato, ma affascinante. Le ostriche vivono ancorate, ferme, filtrando l’acqua. L’abalone, invece, può muoversi e ha una sensibilità maggiore all’ambiente. Non è un dettaglio da bancone, certo, ma aiuta a capire che stiamo parlando di animali con abitudini molto diverse, anche se finiscono entrambi in cucina.
A tavola: domande intelligenti per evitare confusioni
Quando vuoi andare sul sicuro, non serve fare il detective, basta fare due domande e usare il naso.
- Chiedi la provenienza (zona, tipo di allevamento o raccolta).
- Annusa: l’odore deve essere fresco di mare, pulito, mai aggressivo.
- Valuta la consistenza: un’ostrica fresca ha carne succulenta e tenace, non molle.
E se la conchiglia è “troppo bella per essere vera”, ricontrolla i dettagli: forma, fori, struttura interna.
Mini checklist finale (da ricordare in 10 secondi)
- Guscio irregolare e bombato: più probabile ostrica.
- Guscio ovale e piatto: sospetto abalone.
- Fori laterali in fila: quasi certamente abalone.
- Due valve (bivalve): ostrica.
- Conchiglia unica con spirale: abalone.
Con questi segnali, la domanda “sembrano ostriche ma non lo sono?” non resta più un dubbio: diventa una risposta chiara, e soprattutto una piccola vittoria personale la prossima volta che sei davanti a un piatto di mare.




