C’è un momento in cucina che conosciamo tutti: prendi la cipolla, la metti sul tagliere, fai il primo taglio e, senza neanche capire come, ti ritrovi con gli occhi lucidi come in una scena drammatica. Eppure, negli ultimi giorni, un’idea semplicissima vista su TikTok sta facendo parlare, perché promette di ridurre (davvero) l’effetto “lacrime assicurate”.
Il trucco virale del tovagliolo bagnato: cosa si fa, in pratica
Il metodo è quasi disarmante per quanto è semplice:
- Prendi un tovagliolo di carta.
- Lo inumidisci bene, deve essere bagnato ma non gocciolante.
- Lo stendi sul tagliere come se fosse un tappetino sottile.
- Ci appoggi sopra la cipolla e inizi a tagliare.
L’idea, vista e rivista in video super brevi, è che il tovagliolo umido “catturi” parte degli effluvi irritanti prima che arrivino dritti verso il viso. Non serve alcun attrezzo speciale, niente occhialini da piscina, niente rituali complicati. Solo carta e acqua.
Perché la cipolla ci fa piangere, e perché l’umidità aiuta
Quando tagli una cipolla rompi le sue cellule e, in pochi istanti, si liberano composti solforati che reagiscono tra loro formando un gas irritante. È quel gas, una volta arrivato agli occhi, a stimolare la lacrimazione: il corpo lo interpreta come un “corpo estraneo” e tenta di lavarlo via con le lacrime.
Qui entra in gioco l’acqua: molti di questi composti sono in parte solubili o comunque vengono “frenati” da un ambiente umido. Un tovagliolo bagnato sul tagliere crea una piccola zona umida proprio dove i vapori si sprigionano di più, e può contribuire a ridurre la dispersione verso l’alto.
Non è magia, è una piccola modifica all’ambiente che rende l’esperienza più tollerabile, soprattutto se di solito ti basta mezza cipolla per iniziare a strizzare gli occhi.
Come farlo funzionare meglio (senza complicarti la vita)
Se vuoi massimizzare l’effetto, prova ad abbinare il trucco a due accorgimenti molto concreti:
- Usa un coltello ben affilato, perché un taglio netto rompe meno cellule e libera meno composti irritanti, quindi meno “nuvola” nell’aria.
- Mantieni la cipolla stabile e taglia con calma: movimenti rapidi e ripetuti aumentano la frantumazione.
Paradossalmente, il metodo del tovagliolo non è tanto “un segreto”, quanto un modo per ricordarti che umidità e precisione fanno già metà del lavoro.
Altri rimedi che funzionano (e quelli più “da leggenda”)
Se il tovagliolo bagnato non ti convince, o se vuoi un piano B, ecco i metodi più citati e sensati:
- Tagliare sotto acqua corrente: se riesci a farlo in sicurezza, l’acqua intercetta i composti irritanti e ne limita la risalita verso gli occhi.
- Congelare la cipolla per 30 minuti: il freddo rallenta le reazioni chimiche e riduce la volatilità dei vapori, quindi l’effetto lacrimogeno tende a diminuire.
- Masticare una mollica di pane: è un rimedio casalingo molto popolare, ma senza una vera base scientifica solida. Se ti diverte provarlo, male non fa, però non aspettarti un risultato sempre costante.
Perché, nonostante tutto, la cipolla resta indispensabile
C’è un motivo se la cipolla è ovunque: soffritti, zuppe, ragù, insalate, salse. È un ingrediente che sa essere dolce, pungente, caramellato, croccante, cremoso, a seconda di come lo tratti. E se ti è capitato di odiarla mentre piangevi, poi magari l’hai ringraziata al primo assaggio.
Tra le curiosità storiche più affascinanti, si racconta che persino i gladiatori romani la usassero in preparazioni legate al benessere fisico. E, a proposito di storia e cultura alimentare, la cipolla si inserisce perfettamente nel grande racconto della cucina, fatta di gesti ripetuti, piccoli trucchi e scoperte quotidiane.
Il verdetto: vale la pena provare?
Sì, perché è un trucco a costo zero, immediato e senza rischi. Non elimina sempre al 100% le lacrime, ma spesso le riduce quel tanto che basta per farti finire il taglio senza sembrare appena uscito da un melodramma.
E la cosa più bella è questa: la prossima volta che prenderai una cipolla, avrai la sensazione di avere un piccolo vantaggio. Piccolo, certo, ma in cucina sono proprio i dettagli a cambiare tutto.




