Hai presente quando ti viene quella voglia improvvisa di pizza in teglia, bella alta, soffice, con la base leggera, e ti rendi conto che “se inizi adesso, la mangi domani”? Ecco, il trucco geniale sta proprio nel ribaltare quella sensazione: ottenere un impasto arioso e digeribile in 2-4 ore, senza scorciatoie “pesanti” e senza riempirlo di lievito.
Il trucco geniale, detto senza giri di parole
Il cuore del metodo è una combinazione che sembra controintuitiva, ma funziona alla grande:
- farine deboli o medie (tipo 0/00 con proteine 9-11%, idealmente W sotto 200-300)
- poco lievito secco (solo 2-4 g)
- acqua fresca (massimo 20°C, niente acqua tiepida)
- impasto “furbo” in stile autolisi o pastella, cioè mescoli e lasci lavorare al tempo, invece di stressare il glutine
In pratica: meno forza, meno “fatica”, più gas intrappolato in modo delicato. E il risultato è quella mollica con alveolatura morbida che fa subito “pizza da teglia”.
Perché la farina più debole ti fa risparmiare tempo
Qui c’è la parte che sorprende: con una farina molto forte, l’impasto regge lunghe maturazioni, ma spesso richiede più tempo per svilupparsi bene. Con una farina debole o media, invece, l’impasto:
- si idrata velocemente
- prende struttura con meno impastamento
- tende a “partire” prima in lievitazione
È come scegliere una strada cittadina scorrevole invece dell’autostrada con il pedaggio: arrivi prima, se sai dove passare.
Ingredienti (teglia 30×40 cm)
- 500 g farina tipo 0 o 00 (9-11% proteine)
- 290-320 g acqua fresca (parti da 290 g, aumenta se vuoi più morbidezza)
- 2-4 g lievito di birra secco
- 10-12 g sale
- 10-15 g olio extravergine di oliva (facoltativo ma utile per sofficità)
- 1 pizzico di zucchero (facoltativo, solo per “svegliare” il lievito)
Metodo (in metà tempo, con pastella e riposo)
Attiva il lievito
Sciogli il lievito in poca acqua fresca presa dal totale. Se vuoi, aggiungi un pizzico di zucchero. Lascia 2 minuti, senza aspettare schiume da spettacolo.Crea la “pastella”
In una ciotola grande versa la farina, poi aggiungi l’acqua (quasi tutta) e il lievito sciolto. Mescola con forchetta o cucchiaio fino a ottenere un impasto grezzo, appiccicoso, senza lisciarlo.Mini riposo intelligente
Copri e lascia fermo 10 minuti. Qui succede la magia: farina e acqua iniziano a organizzarsi, è la logica dell’autolisi applicata in modo pratico.Sale e olio solo dopo
Aggiungi il sale (e l’olio se lo usi). Mescola con una mano unta o con un tarocco finché è tutto incorporato. Non serve impastare a lungo, bastano 2-3 minuti.Lievitazione in ciotola
Copri bene e lascia a temperatura ambiente. Obiettivo: raddoppio in circa 2,5-4 ore (dipende da quanta “primavera” c’è in cucina, ideale 24-26°C).Stesura senza stress
Olia la teglia. Rovescia l’impasto e allargalo con polpastrelli unti. Se si ritira, aspetta 10 minuti e riprendi, vedrai che si stende da solo.Cottura
Forno ben caldo 200-250°C. Inizia nella parte bassa per 10-15 minuti, poi sposta a metà per completare (totale 30-45 minuti, secondo spessore e forno).
I dettagli che fanno davvero la differenza
- Acqua fresca: rallenta l’avvio “aggressivo”, migliora la gestione e aiuta una lievitazione più regolare.
- Poco lievito: più digeribilità, meno retrogusti, crescita più pulita.
- Impasto poco lavorato: meno ossidazione, mollica più tenera, sensazione più leggera al morso.
Alla fine il punto è questo: non stai “accelerando” forzando, stai semplificando. Ed è proprio lì che nasce l’impasto in teglia leggero e soffice, pronto quando la voglia chiama, non quando decide il calendario.




