Asparagi, occhio a come li pulisci e alle parti sbagliate: devi fare così

C’è un momento, davanti al lavello, in cui gli asparagi sembrano chiederti attenzione: “occhio a come mi pulisci”. E hanno ragione. Basta un taglio sbagliato per buttare via la parte buona, oppure lasciare quella dura che poi rovina il piatto. La verità è semplice, devi togliere solo ciò che è davvero legnoso, proteggere le punte e, quando serve, pelare con delicatezza.

Prima regola, riconoscere quelli giusti

Io parto sempre da qui, perché la pulizia perfetta non salva un ortaggio stanco. Quando scegli o controlli gli Asparago, cerca questi segnali:

  • Punte chiuse e compatte, non aperte, non viscide
  • Gambi dritti, sodi, turgidi
  • Nessuna macchia scura diffusa o parti mollicce

Se il gambo è floscio, spesso finisci per tagliare di più “per sicurezza”, e lì inizia lo spreco.

Lavaggio, veloce e delicato

La sabbia si infila dove meno te lo aspetti, ma l’errore comune è lasciarli a bagno. Io faccio così:

  1. Tolgo elastici o fascette senza “strizzare” il mazzo, le punte sono fragili.
  2. Li passo sotto acqua corrente, rapidamente, ruotandoli con le dita solo sul gambo.
  3. Se vedo terra ostinata, uso un getto leggero e insisto sulla base, non sulle punte.

Obiettivo: puliti, ma non “stressati”. Le punte sono la parte più pregiata, trattale come se fossero petali.

Il taglio che fa la differenza, via solo il fondo legnoso

Qui si decide tutto. La parte da eliminare è quella più chiara, dura e fibrosa in fondo. Non un centimetro di più, non un centimetro di meno.

Metodo sicuro, la piega

È quello che consiglio quando non vuoi sbagliare:

  • Prendi un asparago con due mani.
  • Piegalo lentamente.
  • Si spezzerà da solo nel punto in cui finisce la parte tenera.

Il pezzo che resta in basso è lo scarto legnoso, quello che resta sopra è la parte buona. Sembra una sciocchezza, ma è quasi infallibile, e ti evita tagli “a sentimento” troppo generosi.

Metodo con coltello, per chi vuole uniformità

Se devi cuocerli tutti insieme e vuoi basi uguali:

  • allinea i gambi
  • taglia 2 o 3 cm, poi controlla la base
  • se senti ancora molta durezza, rifila pochissimo

La chiave è questa: non tagliare “per abitudine”, taglia “per consistenza”.

Pelare il gambo, solo quando serve

Non sempre serve, e questa è una liberazione. La pelatura serve soprattutto per asparagi grossi o molto fibrosi. Se sono sottili, spesso sono già teneri.

Quando serve, fai così:

  1. Appoggia l’asparago sul tagliere.
  2. Con un pelapatate (o un coltellino), elimina la pellicina fibrosa partendo da qualche centimetro sotto la punta e scendendo verso il fondo.
  3. Gira l’asparago e ripeti, senza esagerare.

Regola d’oro: le punte non si pelano. Mai. Si rovinano e perdono quella consistenza croccante che le rende speciali.

Non buttare gli scarti giusti, trasformali

Qui mi piace “recuperare”, perché gli asparagi lasciano molto sapore anche in ciò che sembra meno nobile. Attenzione però: le parti completamente legnose possono restare stoppose, meglio usarle solo per aromatizzare.

Puoi riutilizzare:

  • bucce del gambo e parti non troppo dure per un brodo vegetale
  • basi e ritagli per un fondo di cottura, ottimo per risotti
  • vellutate, poi filtrate con un colino per ottenere una crema liscia

Così riduci sprechi e amplifichi il gusto, come se stessi “spremendo” l’essenza dell’ortaggio.

Prepararli alla cottura senza rovinare le punte

Ultimo passaggio, spesso sottovalutato. Se devi lessarli, il trucco classico funziona davvero:

  1. Riuniscili in mazzetti, legali con spago da cucina e pareggia le basi.
  2. Mettili in una pentola alta, in piedi, con l’acqua che arriva ai gambi.
  3. Lascia le punte fuori dall’acqua, cuoceranno dolcemente a vapore.

Risultato: gambi teneri, punte integre, niente poltiglia. E soprattutto la sensazione, quando li porti in tavola, di non aver sprecato nulla di buono.

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