Risotto alla milanese perfetto grazie alla ricetta di Cesare Battisti

C’è un momento, quando cerchi un risotto alla milanese perfetto, in cui capisci che non basta “mettere lo zafferano e girare”. Serve un gesto preciso, un tempo giusto, e soprattutto una logica di sapori. È qui che la ricetta di Cesare Battisti, chef del Ratanà, mi ha acceso una lampadina: non è una variazione strana, è un modo concreto per far tornare tutto, cremosità, profondità, profumo.

Perché questa versione funziona davvero

Il suo “Risotto alla Vecchia Milano” non tradisce la tradizione, la mette a fuoco. La base è quella che conosci, riso tostato, brodo caldo, mantecatura. Poi arrivano tre dettagli che cambiano la percezione al primo assaggio:

  • Midollo caldo, che aggiunge rotondità e una nota quasi “burrosa” naturale.
  • Fondo bruno, che porta intensità, come se il risotto avesse una seconda voce più scura e profonda.
  • Gremolada, che dà lo scatto finale, aromatico e fresco, così il boccone non stanca mai.

E sì, c’è anche una scelta controintuitiva ma geniale: servirlo non bollente, ma tiepido, perché i profumi si aprono meglio.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 250 g di riso Carnaroli (meglio se ricco di amido, per una cremosità naturale)
  • 800 g di brodo di carne filtrato, caldo
  • 1/2 cipolla
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 60 g di burro di malga freddo (da frigo)
  • 80 g di formaggio grattugiato lodigiano (in alternativa Grana Padano o Parmigiano Reggiano)
  • 0,20 g di pistilli di zafferano + 1 bustina in polvere

Per completare

  • Fondo bruno: 8 cucchiai (pronto o preparato con ossa di vitello, sedano, carote, cipolle, rosmarino, vino bianco)
  • Gremolada: 1 ciuffo di prezzemolo, 4 filetti di acciuga, 1/4 di scorza di limone grattugiata, 1 rametto di rosmarino
  • 4 ossi di stinco posteriore di vitello con midollo (forno a 180°C per 5 minuti)

Metodo

  1. Prepara la base profumata. Scalda l’olio in una casseruola. Metti la cipolla intera e falla appassire a fuoco basso finché diventa morbida e dolce. Toglila: ha già fatto il suo lavoro.
  2. Tosta il riso. Versa il Carnaroli nella casseruola e tostalo finché diventa traslucido. Qui non avere fretta, è la “cintura di sicurezza” della tenuta in cottura.
  3. Cuoci con il brodo, poco alla volta. Aggiungi brodo caldo gradualmente, mescolando con calma. Il risotto non va frustato, va accompagnato.
  4. Aggiungi lo zafferano al minuto giusto. Dopo circa 6 minuti unisci prima la polvere, poi i pistilli. Il colore si distribuisce e il profumo resta vivo.
  5. Arriva a cottura. Prosegui fino a circa 16-18 minuti totali (dipende dal riso), tenendolo all’onda, non asciutto.
  6. Mantecatura decisa. Fuori dal fuoco unisci burro di malga freddo e formaggio. Mescola energicamente: deve diventare lucido, elastico, avvolgente.
  7. Gremolada lampo. Trita finemente prezzemolo, acciuga, scorza di limone e rosmarino. Deve profumare, non dominare.
  8. Riposa e servi tiepido. Lascia riposare 1-2 minuti, poi servi puntando ai 50-55°C.

Impiattamento: l’effetto “wow” senza complicarti la vita

In ogni piatto fai così, in quest’ordine:

  1. una porzione di risotto ben “all’onda”
  2. 2 cucchiai di fondo bruno
  3. un osso con midollo caldo
  4. una spolverata di gremolada

Il risultato è un classico riconoscibile, ma più completo: cremoso, profondo, fresco, e incredibilmente equilibrato.

I tre segreti da ricordare (anche se cambi ricetta)

  • Scegli un riso con tanto amido, la cremosità si costruisce prima di tutto lì.
  • Manteca con burro freddo, l’emulsione viene più stabile e “setosa”.
  • Non servire bollente, il risotto racconta di più quando lo ascolti tiepido.
TriesteNotizie

TriesteNotizie

Articoli: 259

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *