Alcuni trucchi per conservare le CASTAGNE

C’è un momento, in autunno, in cui le castagne sembrano una promessa: ne compri una busta pensando “le farò arrosto, magari anche un dolce”, e poi ti ritrovi dopo pochi giorni con qualche frutto che fa muffa o con quei buchini sospetti. La buona notizia è che esistono trucchi, tradizionali e moderni, per conservarle davvero a lungo, senza stress e senza sprechi.

Prima regola: scegliere (e scartare) bene

La conservazione inizia ancora prima di mettere mano all’acqua o al freezer.

Controlla che siano:

  • pesanti in mano (segno di polpa piena)
  • con buccia lucida e integra
  • senza muffe, crepe evidenti o forellini (possibili insetti)

Un test semplice: se hai dubbi, mettile in una bacinella d’acqua per pochi minuti, quelle che galleggiano spesso sono vuote o rovinate, meglio eliminarle.

Il metodo “magico” dell’acqua: curatura (novena o annegamento)

Questo è il sistema più affascinante, perché sembra un rito antico e in effetti lo è. Serve a ridurre muffe e parassiti e a mantenere le castagne più “vive” e compatte.

Come fare:

  1. Pulisci le castagne (senza romperle).
  2. Immergile in acqua fredda per 9 giorni.
  3. Cambia l’acqua ogni giorno (alcuni fanno metà cambio nei primi 4 giorni, poi cambio completo).
  4. Elimina ogni giorno quelle che galleggiano.
  5. Puoi aggiungere un pizzico di sale grosso o qualche foglia di alloro per scoraggiare muffe.

Alla fine:

  • scolale bene
  • asciugale all’aria su un canovaccio per 24-48 ore, all’ombra, senza sole diretto
  • poi conservale in frigorifero o in cantina intorno ai 4°C

Risultato: castagne più stabili, spesso per fino a 2 settimane, talvolta anche oltre se l’asciugatura è fatta con cura.

Congelare: la soluzione “zero pensieri”

Quando hai tante castagne e vuoi dimenticartene fino all’inverno (o alla primavera), il congelamento è imbattibile.

Congelamento da crude (fino a 12 mesi)

  1. Fai una piccola incisione sulla buccia (aiuta poi a sbucciarle).
  2. Disponile su un vassoio in freezer per circa 1 ora (pre-congelamento).
  3. Trasferiscile in sacchetti gelo, meglio se ben chiusi e con aria ridotta.

Durata: fino a 12 mesi.

Congelamento da cotte (fino a 6 mesi)

  • lessate o arrostite, poi raffreddate
  • sbucciate (quando possibile)
  • in sacchetti gelo

Durata: circa 6 mesi, comodissime per creme, ripieni e dolci.

Essiccazione: gusto intenso e dispensa felice

L’essiccazione cambia un po’ la consistenza, ma regala un sapore più concentrato e una conservazione lunga. È un metodo legato anche alla tradizione della farina di castagne.

In forno (indicazioni pratiche)

  • Versione rapida: 70°C per 3-4 ore (controllando che si asciughino senza “cuocere” troppo).
  • Versione più tradizionale: lessa, poi forno anche più alto per asciugare, quindi riposo all’aria per finire l’asciugatura.

Poi conserva in barattoli ermetici: fino a 6 mesi.

Con essiccatore (fino a 12 mesi)

Sbucciate, a circa 40°C per 72 ore, poi barattolo ermetico. Durata: fino a 12 mesi, spesso con risultati molto regolari.

Al sole (per chi ha tempo)

Sbucciate crude su una grata per circa 6 settimane, rimescolando ogni giorno e ritirando la sera. È lenta, ma ha un fascino tutto suo.

Trucchi tradizionali da dispensa (e da nonna)

Se ti piace la conservazione “da cantina”, ecco alcune idee pratiche:

  • Sotto sabbia o segatura: alterna strati di castagne e sabbia asciutta (o segatura pulita) in un contenitore, in luogo fresco. Aiuta contro secchezza e sbalzi.
  • Sottovuoto: ideale dopo cottura delicata, ottimo se hai una macchina per il vuoto.
  • Sotto spirito: castagne bollite e sbucciate in vasetti sterilizzati, con sciroppo, rum e spezie. Più che conservazione, è un piccolo lusso da credenza.
  • Ricciaia: metodo rurale, cumuli di ricci coperti da foglie e terriccio per 35-45 giorni, per mantenerle fresche come appena raccolte.

Come capire se sono ancora perfette

Un ultimo controllo, che vale sempre: se aprendo una castagna senti odore strano, vedi aloni, muffa o polpa troppo secca, meglio non rischiare. Quando sono buone, invece, hanno un profumo dolce e una polpa compatta.

E a quel punto sì, la promessa dell’autunno si mantiene davvero.

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