C’è un momento, quando prendi in mano un avocado davvero maturo, in cui capisci che dentro non c’è solo polpa: c’è già la promessa di un grasso ricco e vellutato. Estrarre olio di avocado puro in casa non è magia, ma una piccola alchimia fatta di semplici trucchi, pazienza e soprattutto di una cosa: separare bene l’olio dall’acqua e dalle fibre.
Prima cosa: scegliere gli avocado giusti (la resa nasce qui)
Per partire bene, serve materia prima “generosa”. Non quella perfetta da foto, ma quella matura al punto giusto.
- Scegli avocado avocado molto maturi, morbidi, quasi “burrosi” al tatto
- Vanno benissimo frutti piccoli o con difetti estetici, purché la polpa non sia marcia
- Lavali, tagliali, elimina nocciolo e buccia
- Recupera solo la polpa, senza parti scure ossidate (quelle peggiorano aroma e colore)
Trucco pratico: se l’avocado è maturo ma non ancora cremoso, lascialo 24 ore in un sacchetto di carta con una mela, maturerà più in fretta.
Il passaggio che molti saltano: trasformare tutto in crema
Qui si decide metà del risultato. L’olio si separa meglio se la polpa è uniforme.
- Metti la polpa nel frullatore
- Frulla fino a ottenere una crema liscia e omogenea
- Fai pause brevi, così non scaldi troppo la massa
Regola d’oro: non aggiungere acqua. Sembra aiutare, in realtà rende la separazione più difficile e abbassa la “sensazione” di purezza.
Il metodo più semplice: calore dolce e pazienza (funziona davvero)
Questo è il sistema casalingo più affidabile perché il calore dolce aiuta a far evaporare l’umidità e a liberare la parte grassa.
- Versa la crema in una pentola dal fondo spesso
- Scalda a fuoco basso, mescolando spesso
- Dopo un po’ vedrai cambiare la consistenza, la massa diventa più scura e meno acquosa
- Quando l’olio inizia ad affiorare in superficie, continua ancora finché la polpa appare marroncina e “asciutta”
Cosa stai cercando: non una frittura, ma un lento “prosciugamento”. Se senti odore di bruciato, hai alzato troppo.
Spremitura e filtrazione: dove nasce l’idea di “olio puro”
Una volta che la parte solida è ben separata, devi estrarre e poi pulire.
Spremere
- Versa il composto caldo-tiepido in una ciotola
- Copri con una garza o un panno di cotone sottile
- Strizza forte sopra un contenitore pulito (qui serve energia, o un torchietto se lo hai)
Rendere l’olio più limpido
- Lascia riposare 24 ore al buio, questa è la tua decantazione
- Travasalo con delicatezza, lasciando sul fondo la parte torbida
- Se vuoi un risultato più “pulito”, ripeti la filtrazione con garza o filtro da caffè non sbiancato
Variante “più delicata”: essiccazione lenta + spremitura
Se vuoi controllare meglio la temperatura (e spesso ottenere un profumo più verde), puoi evitare la pentola.
- Stendi la crema in strato sottile su una teglia con carta forno
- Essicca in forno ventilato a 45-50 °C, sportello leggermente aperto, finché la pasta è scura e friabile
- Metti la pasta in un panno resistente e strizza con forza
Questa strada di solito dà una resa più bassa, ma può regalare un olio più gradevole se sei delicato con il calore.
Conservazione: il trucco finale contro ossidazione e cattivi odori
L’olio fatto in casa non è “stabilizzato”, quindi va trattato bene.
- Usa vetro scuro o un contenitore non trasparente
- Riempi il più possibile (meno aria, meno ossidazione)
- Tienilo al fresco e al buio
- Consuma in poche settimane, soprattutto se lo vuoi usare anche a crudo
Cosa non aspettarsi in cucina (e va bene così)
Un olio “perfetto” come quello professionale nasce con presse, centrifughe e processi controllati. In casa, l’obiettivo realistico è un olio di avocado artigianale, profumato e denso, ottenuto con buona separazione e filtrazione, non una spremitura a freddo industriale.
Riepilogo rapido (da salvare)
- Avocado molto maturi
- Solo polpa, frullata senza acqua
- Calore dolce finché la massa scurisce e l’olio affiora
- Spremitura in panno
- Decantazione 24 ore
- Travaso e doppia filtrazione
- Conserva in vetro scuro
- Usa entro poche settimane, soprattutto per alimentazione a crudo




