Coniglio in umido alla ligure con olive e pinoli: la ricetta tradizionale

C’è qualcosa di magnetico nel coniglio in umido alla ligure con olive e pinoli: lo senti già dal profumo degli aromi che sfrigolano nell’olio, poi arriva quel fondo scuro e lucido che promette comfort assoluto. È una di quelle ricette tradizionali che sembrano semplici, ma quando le fai “come si deve” capisci perché sono rimaste nel tempo.

Perché questo umido è davvero “alla ligure”

La Liguria ama i contrasti gentili: olive sapide, pinoli dolci e burrosi, erbe fresche che sanno di macchia mediterranea. Il coniglio, che in umido rischia di diventare asciutto o stopposo, qui viene “protetto” da una cottura lenta e da un fondo che si costruisce a strati: rosolatura, vino, brodo, pazienza.

Un dettaglio che fa la differenza è scegliere bene le olive (le taggiasche sono la via più tradizionale) e non tostare i pinoli prima. In cottura, infatti, rilasciano una cremosità delicata che lega il sughetto senza bisogno di farina o addensanti.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 1–1,5 kg di coniglio a pezzi (pulito, volendo con fegato e rognoni)
  • 50–100 g di olive taggiasche denocciolate (o olive in salamoia ben sciacquate)
  • 20–50 g di pinoli (non tostati)
  • 120–250 ml di vino (bianco per un gusto più leggero, rosso per una nota più rustica)
  • 2–3 spicchi d’aglio
  • Aromi freschi: rosmarino, timo, alloro, maggiorana, prezzemolo (facoltativa salvia)
  • 1 cipolla (opzionale, circa 150 g)
  • Olio extravergine d’oliva, sale, pepe
  • Brodo caldo (vegetale o di carne) q.b.
  • Capperi (facoltativi, circa 20 g, da aggiungere verso fine cottura)

Metodo

  1. Prepara il coniglio
    Asciuga bene i pezzi con carta da cucina e rifila eventuale grasso in eccesso. Se usi fegato e rognoni, tienili da parte: cuociono meno.

  2. Fai partire il soffritto profumato
    In un tegame largo, scalda un giro generoso di olio EVO. Aggiungi la cipolla (se la usi) e falla ammorbidire. Unisci l’aglio schiacciato o tritato e una parte degli aromi (timo, rosmarino, alloro, maggiorana). Due minuti bastano: devono profumare, non bruciare.

  3. Rosola sul serio
    Alza la fiamma e aggiungi il coniglio. Qui non avere fretta: rosola finché ogni pezzo prende colore su più lati. È il momento che costruisce sapore e “sigilla” la carne.

  4. Sfuma con il vino
    Versa il vino e lascia evaporare l’alcol a fiamma viva. In cucina lo riconosci subito: l’odore pungente sparisce e resta un profumo più rotondo.

  5. Cuoci in umido, con calma
    Aggiungi olive e pinoli, una macinata di pepe e, se vuoi, ancora un po’ di rosmarino tritato fine. Bagna con brodo caldo fino a creare un fondo generoso (non deve coprire tutto). Copri e cuoci a fuoco basso per circa 60 minuti, mescolando ogni tanto e aggiungendo brodo se serve.

  6. Rifinisci e servi
    Se usi capperi, aggiungili negli ultimi 10 minuti. Regola di sale solo alla fine (le olive “spingono” già). Il coniglio è pronto quando la carne è tenera e tende a staccarsi dall’osso. Una spolverata di prezzemolo tritato chiude il cerchio.

Varianti intelligenti (senza tradire la tradizione)

  • Vino bianco: più delicato, ideale se vuoi far emergere le erbe.
  • Vino rosso: più intenso, perfetto nelle versioni “di campagna”.
  • Senza cipolla: gusto più netto di aromi e olive.
  • Con capperi: aggiungono una punta marina che ricorda la Liguria più autentica.

Come portarlo in tavola (e farlo ricordare)

Questo umido chiede un contorno che raccolga il sughetto: patate al forno, patate lesse schiacciate con olio e sale, oppure pane casereccio. E se avanza, il giorno dopo è ancora più buono: il riposo fa “amicizia” tra olive, pinoli e fondo di cottura, e ogni forchettata sembra raccontare una storia.

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