Come fare la pizza in teglia come in pizzeria? Il segreto è nella lievitazione

Quando ti chiedi come fare la pizza in teglia come in pizzeria, prima o poi arrivi sempre lì, a quel momento in cui l’impasto “prende vita”. Il segreto è nella lievitazione, sì, ma non come formula magica: è un equilibrio di tempo, temperatura e delicatezza. E quando lo azzecchi, succede quella cosa bellissima, la teglia esce dal forno e senti il profumo, poi tagli e sotto è croccante, sopra è soffice, piena di bolle leggere.

Perché la lievitazione cambia tutto (davvero)

La lievitazione non serve solo a far “gonfiare” l’impasto. È ciò che costruisce:

  • una struttura alveolata (quelle bolle irregolari che sembrano aria trattenuta)
  • una mollica soffice e umida senza essere gommosa
  • una pizza più digeribile, perché i tempi aiutano gli enzimi a lavorare sulla farina

In pratica, non stai solo aspettando, stai lasciando che l’impasto maturi. E si sente al primo morso.

Ingredienti base per una teglia 30×40

Per una pizza in teglia “alla romana”, l’idea chiave è l’alta idratazione, cioè tanta acqua rispetto alla farina, che regala morbidezza e leggerezza.

Ingredients (quantità)

  • 500 g di farina per pizza in teglia
  • 400 g di acqua fredda (80% idratazione)
  • 3 g di lievito fresco (oppure 1,5 g di lievito secco)
  • 10 g di sale
  • 15 g di olio extravergine di oliva

Consiglio da cucina di casa: acqua fredda sul serio aiuta a gestire meglio l’impasto, soprattutto se impasti con macchina e non vuoi scaldare tutto troppo in fretta.

Metodo: impasto e lievitazione passo passo

Qui è facile farsi prendere dalla fretta. Ma la pizza in teglia ti ripaga quando la tratti con calma, come se stessi “accompagnando” l’impasto invece di domarlo.

Method

  1. Impasto iniziale
  • Metti la farina in planetaria (o in una ciotola grande se impasti a mano).
  • Sciogli il lievito in 300 g di acqua fredda.
  • Versa gradualmente e impasta prima a velocità bassa, poi aumenta. L’obiettivo è far assorbire bene l’acqua senza strappare l’impasto.
  1. Sale, acqua restante e olio
  • Quando l’acqua è assorbita, aggiungi il sale.
  • Versa a filo i restanti 50 g di acqua, continuando a impastare. Qui si costruisce la maglia che trattiene le bolle.
  • Solo alla fine aggiungi l’olio, a velocità bassa, finché è incorporato.
  1. Primo riposo (puntata breve)
  • Ungi leggermente la circonferenza dell’impasto, copri e lascia riposare 10 minuti a temperatura ambiente.
  • Questo riposo è come un “reset”: l’impasto si rilassa, diventa più gestibile, meno nervoso.
  1. Stesura in teglia e secondo riposo
  • Olia bene la teglia.
  • Trasferisci l’impasto e stendilo con i polpastrelli, senza schiacciare con forza. Se si ritira, fermati: vuol dire che ha bisogno di rilassarsi ancora.
  • Copri e fai riposare 30-40 minuti a temperatura ambiente.

Un trucco semplice: pensa alla stesura come a spingere aria verso i bordi, non a “stendere pasta”. È così che ottieni la sofficità.

Il punto critico: capire quando è pronto

Non serve diventare panificatori, ma osservare sì. L’impasto pronto per andare in forno è:

  • più gonfio e morbido
  • pieno di piccole bolle in superficie
  • elastico ma non “duro” quando lo tocchi

Se vuoi capire meglio cosa succede dentro, vale la pena conoscere il concetto di lievitazione: non è solo gas, è trasformazione.

Cottura: croccante sotto, morbida sopra

Preriscalda il forno alla massima temperatura. Poi hai due strade pratiche, a seconda di come ti piace.

  • Versione “pizzeria” classica

  • Condisci con polpa di pomodoro (o solo olio per una bianca).

  • Cuoci 20-22 minuti sul ripiano centrale.

  • Ruota la teglia a metà cottura per una doratura uniforme.

  • Versione più dolce e controllata

  • Se il tuo forno “spinge” male, puoi cuocere a 180°C per circa 15 minuti, ma solo se l’impasto ha lievitato bene e la teglia è ben oliata.

Mini check finale

  • Sotto deve essere ben colorito e croccante.
  • Sopra deve restare soffice, non secco.
  • Se appena sfornata sembra troppo morbida, lasciala 2 minuti su una griglia: l’umidità scappa e la base canta.

Ecco perché sì, il segreto è nella lievitazione: è lì che la pizza in teglia smette di essere “una focaccia con il pomodoro” e diventa quella cosa irresistibile che in pizzeria finisce sempre prima di tutte le altre.

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