Ti accomodi, arriva il pane, il personale ti spiega i percorsi degustazione e subito nasce la domanda più pratica di tutte: quanto si spende davvero per vivere l’esperienza di Cristina Bowerman da Glass Hostaria, a Roma? La risposta è abbastanza chiara, perché il ristorante propone più formule a prezzo fisso, con differenze legate al numero di portate e al tipo di cucina scelta.
Glass Hostaria è uno dei nomi più noti della ristorazione d’autore italiana, anche per il riconoscimento della stella Michelin, e il format segue una logica ormai tipica dell’alta cucina contemporanea: menu degustazione per tutto il tavolo, ritmi ben scanditi e una cucina che punta su tecnica, memoria e contrasti.
Le formule degustazione disponibili
Il percorso più accessibile è il menu “Verde”, pensato per chi preferisce una proposta vegetariana. Il prezzo indicato è di 90 euro a persona, con 6 portate, bevande escluse. È una scelta interessante non solo per chi non mangia carne o pesce, ma anche per chi vuole capire come l’alta cucina lavori su ortaggi, consistenze, fermentazioni e sapidità senza appoggiarsi alle proteine animali.
Salendo di livello c’è il menu “Cristina”, a 110 euro a persona, sempre bevande escluse. Qui le portate diventano 8 e il percorso viene descritto come un viaggio dal mare alla terra, da Nord a Sud, con l’impronta personale della chef. Per chi frequenta ristoranti di questo tipo, è spesso il menu più rappresentativo, quello che racconta meglio identità e stile.
C’è poi il “Menu Glass”, proposto a 130 euro, con 6 portate. Tra i piatti segnalati compaiono:
- aperitivo con gambero, anguria, lardo ed estratto di sedano e zenzero
- lingua di vitello al barbecue
- tortellini di prosciutto
- agnello con sumac e carote
- ravioli del plin all’amatriciana
- piccola pasticceria, con pane, burro e marmellata
Qui si percepisce bene il tratto di Bowerman, una cucina che unisce tecnica, richiami internazionali e sapori italiani molto riconoscibili.
Quanto costa ordinare alla carta
Per chi non vuole un percorso completo, esiste anche l’opzione à la carte. Alcuni piatti sono proposti intorno ai 38 euro ciascuno, come:
- tartare di pecora
- linguine con anguilla affumicata
- agnello al sumac
- astice con zuppetta di semi misti
Nella pratica, scegliere alla carta può sembrare più libero, ma non sempre porta a spendere meno. In un ristorante gastronomico, tra antipasto, primo o secondo, dessert e servizio, il conto può avvicinarsi rapidamente a quello di un degustazione, soprattutto se si aggiungono vini o cocktail.
Le occasioni speciali fanno salire il conto
Durante le festività entrano in gioco i menu speciali stagionali, che hanno prezzi più alti. Per Natale si arriva a circa 150 euro, mentre per Capodanno il costo indicato è di 280 euro. È una dinamica comune nell’alta ristorazione: serate a tema, ingredienti più ricercati, brindisi e costruzione di un’esperienza più ampia incidono sul prezzo finale.
Come scegliere il menu giusto
Se stai pensando di prenotare, ci sono tre controlli semplici che aiutano davvero:
- Verifica se le bevande sono escluse, perché incidono molto sul totale.
- Controlla se il menu degustazione è per tutto il tavolo, condizione frequente nei ristoranti gastronomici.
- Guarda il menu aggiornato sul sito o al momento della prenotazione, perché piatti e prezzi possono variare in base alla stagione, alla disponibilità delle materie prime o a revisioni del percorso.
Chi è abituato a questo tipo di esperienza lo sa bene: il prezzo non riguarda solo i piatti, ma anche servizio, ricerca, tempi di cucina e qualità della materia prima. Se vuoi provare la mano di Cristina Bowerman senza sorprese, il modo più intelligente è scegliere in anticipo il percorso che senti più vicino ai tuoi gusti e mettere in conto che, con le bevande, la spesa finale può salire rispetto al listino base.




