Burro di arachidi, perché è così popolare in Italia? Cosa sapere prima di acquistarlo

Adesso il burro di arachidi è finito nella quotidianità di un sacco di italiani, dai pancake della domenica agli spuntini dopo la palestra.

Perché lo trovi ovunque

C’entra l’influenza della cultura USA: panini, brownies, gelati, biscotti. E poi la nuova attenzione verso alimenti ricchi di proteine vegetali e grassi insaturi.

Ogni 100 grammi ne forniscono all’incirca 25 grammi di proteine e una buona dose di grassi, in gran parte insaturi, tra cui l’acido oleico. È anche piuttosto calorico, con circa 620 kcal per 100 grammi. Finisce spesso dentro yogurt, smoothie, porridge o barrette preparate in casa.

Il mercato si è mosso più o meno nella stessa direzione. Prima del Covid le vendite nella grande distribuzione correvano veloci, e nel 2022 si è vista anche molta più presenza del gusto arachide come ingrediente dentro altri prodotti confezionati. È diventato un ingrediente mainstream.

Non è tutto uguale, e l’etichetta conta davvero

Prendi il barattolo, giralo e guarda gli ingredienti.

La versione davvero basilare ha dentro solo arachidi tostate, ogni tanto appena un po’ di sale. Zuccheri in più, grassi idrogenati o una dose esagerata di sale cambiano il valore nutrizionale e il sapore.

Nei prodotti più naturali l’alone d’olio che sale in superficie succede spesso, è normale: mancano gli emulsionanti. Si dà una mescolata decisa. Chi prende abitualmente versioni artigianali ci è abituato.

Un paio di occhiate al volo prima di metterlo nel carrello

  • Ingredienti: l’ideale è 100% arachidi, oppure arachidi con un po’ di sale e basta
  • Zuccheri aggiunti: meno ne trovi in etichetta
  • Origine e tracciabilità:
  • Data di produzione o scadenza:
  • Consistenza: liscia o con pezzi

Creamy, crunchy o in polvere?

Oggi le versioni in giro sono davvero tante. Quella che si trova più spesso è la creamy, liscia e omogenea. La crunchy ha pezzetti croccanti. Ci sono poi varianti bio, altre con cacao o cannella, e burro di arachidi in polvere, più sgrassato e con meno calorie, che si mescola in frullati e impasti.

Cambia in base a come la usi. Sulla fetta di pane la liscia è comoda, con topping o biscotti invece la crunchy.

Benefici sì, ma con porzioni sensate

Il suo successo c’entra parecchio con il paragone con le altre creme spalmabili. Di solito ha meno zuccheri e più proteine, mentre le calorie, però, rimangono più o meno lì, a volte anche alte.

Una quantità sensata, nella vita di tutti i giorni, è intorno ai 15 grammi, più o meno un cucchiaio non proprio colmo. Va detto che è ricca di omega 6. C’è poi un dettaglio curioso: in realtà non è frutta secca in senso stretto, dal punto di vista botanico appartiene ai legumi.

Un’ultima cosa sulla qualità

Negli ultimi tempi si trovano di nuovo in commercio anche prodotti con arachidi 100% italiane. Un dettaglio importante quando si parla di tracciabilità e di controlli sulla sicurezza, compresi quelli legati al rischio aflatossine, che le autorità competenti tengono sotto osservazione.

Meglio iniziare con un vasetto semplice, pochi ingredienti, tostatura leggera e quantità tranquille.

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