C’è un momento, di solito verso sera, in cui mi prende quella voglia precisa di pane caldo. Non “qualche fetta”, proprio l’idea del profumo che riempie la cucina, della crosta che scricchiola sotto il coltello e della mollica morbida che sembra fatta apposta per raccogliere l’olio o una salsa. Ecco perché il pane comodo di Benedetta Rossi è diventato una specie di piccolo rito, ti toglie la paura del pane “da esperti” e ti porta dritto al risultato, senza impasto e senza stress.
Perché si chiama “comodo” (e perché funziona)
La cosa sorprendente è che non devi impastare davvero. Niente planetaria, niente braccia stanche, niente tecnica da panettiere. Mescoli con una forchetta, lasci che il tempo faccia la parte difficile e poi dai giusto un minimo di struttura con poche pieghe.
In pratica è una ricetta furba: tanta idratazione (quindi un impasto appiccicoso e “granuloso”), riposi ben gestiti e cottura in pentola, per ottenere un pane croccante fuori e alveolato dentro. Se ti sei mai chiesto come si formano quei buchi belli nella mollica, ecco, qui ci vai vicino con un metodo semplice e realistico.
E sì, è un’idea che ricorda il mondo del pane “a lunga lievitazione”, ma resa super accessibile.
Ingredienti
- 400 g di farina 0
- 300 ml di acqua
- 2 g di lievito di birra disidratato
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1 cucchiaino di sale
Metodo
- In una ciotola capiente unisci farina, lievito disidratato, zucchero e sale. Mescola con le mani o con un cucchiaio, giusto per distribuire tutto.
- In un’altra ciotola versa l’acqua. Aggiungi la farina poco alla volta, mescolando con una forchetta. Non cercare una palla liscia, l’impasto deve restare molto idratato e un po’ “sbricioloso”, è normale.
- Copri con pellicola e lascia riposare 10-15 minuti a temperatura ambiente.
- Metti la ciotola in frigo per 30 minuti (puoi anche prolungare questo passaggio se vuoi organizzarti in anticipo).
- Infarina il piano di lavoro, rovescia l’impasto e lavoralo pochissimo: forma un rettangolo e fai le pieghe a libro (un lembo verso il centro, poi l’altro sopra). Poi richiudi “a sacchetto” e ripeti una seconda volta, senza esagerare.
- Forma una palla, copri e lascia lievitare fino al raddoppio (circa 2-3 ore a temperatura ambiente, oppure in frigo per una lievitazione più lunga).
- Scalda il forno a 250°C con dentro una pentola in acciaio o ceramica (circa 21 cm) per 30 minuti.
- Trasferisci l’impasto nella pentola calda, incidi la superficie, copri e cuoci 30 minuti a 250°C. Poi scopri e continua 15-20 minuti a 220°C, finché la crosta è ben dorata.
I dettagli che cambiano tutto
Ci sono tre “segreti” semplicissimi che rendono questo pane così affidabile:
- Non combattere l’impasto: se è molle e un po’ appiccicoso, va bene. La magia arriva dopo.
- Frigo = comodità: puoi preparare in anticipo e cuocere quando ti serve, perfetto se hai una giornata piena.
- Pentola rovente: crea vapore e trattiene calore, così la crosta viene spessa e croccante, e la mollica si sviluppa meglio.
Tabella rapida: tempi e opzioni
| Fase | Tempo indicativo | Alternativa “comoda” |
|---|---|---|
| Riposo iniziale | 10-15 min | invariabile |
| Frigo | 30 min | anche più ore |
| Lievitazione finale | 2-3 ore | overnight in frigo |
| Cottura | 45-50 min | controlla la doratura |
Come servirlo (e perché finisce subito)
Appena lo sforni, aspetta almeno 20-30 minuti prima di tagliarlo, lo so che è difficile, ma la mollica deve assestarsi. Poi scegli tu: bruschetta semplice con olio e sale, una fetta con marmellata, oppure inzuppato in una zuppa. Questo pane ha quella qualità rara, è buono “da solo”.
Ed è qui che capisci perché ha conquistato tutti: è davvero pane casalingo con pochi ingredienti, e soprattutto con una sensazione bellissima, quella di averlo fatto con le tue mani, senza fatica.




