C’è un momento preciso in cui capisci che i ceci “non sono tutti uguali”: quando li assaggi e sono così cremosi da sciogliersi, e soprattutto quando, qualche ora dopo, non ti fanno pentire della scelta. Il bello è che non serve magia, basta un trucco molto concreto, e sì, cambia davvero tutto.
Il trucco che dimezza i tempi (e migliora la digestione)
Il segreto sta nella pentola a pressione. Non solo perché accorcia la cottura, ma perché porta i ceci a quella morbidezza piena che lo stomaco gestisce meglio. Un cece appena “cotticchiato” resta più coriaceo, e spesso è lì che iniziano i fastidi.
In pratica, l’obiettivo non è cuocerli “in fretta”, ma cuocerli bene in meno tempo, in modo uniforme, senza punti duri.
Ingredienti
Per circa 4 porzioni abbondanti:
- 300 g di ceci secchi
- 1,2 l di acqua (devono essere coperti con abbondanza)
- Aromi facoltativi (ma consigliatissimi):
- 1 spicchio d’aglio
- 1 foglia di alloro
- 1 rametto di rosmarino
Metodo
- Sciacqua i ceci sotto acqua corrente e controlla che non ci siano impurità.
- Mettili in pentola a pressione e aggiungi 1,2 l di acqua (meglio un po’ più che un po’ meno, devono cuocere “morbidi”, non asciugarsi).
- Aggiungi gli aromi scelti (alloro e rosmarino sono un’accoppiata semplice e potentissima).
- Chiudi, porta a fiamma media. Quando la pentola va in pressione e inizia il fischio, abbassa al minimo.
- Cuoci per 40 minuti dal fischio.
- Spegni e fai sfiatare in sicurezza. Apri e controlla: devono risultare teneri fino al cuore.
- Solo adesso aggiungi il sale, mescola e lascia insaporire 2 minuti a fuoco spento (o con un filo di calore leggero).
Aromi “intelligenti” per una pancia più felice
Qui c’è una piccola svolta: gli aromi non sono solo profumo, sono strategia. Alcuni aiutano a rendere i legumi più “gentili”.
Prova uno di questi abbinamenti:
- Alloro (classico, pulito, efficace)
- Rosmarino (dà carattere e sensazione di leggerezza)
- Finocchietto (ottimo se sai di essere sensibile ai legumi)
- Kombu (alga usata spesso in cucina naturale, interessante per la resa finale)
Non devi usarli tutti insieme. Scegline uno o due e resta su quello, così capisci cosa ti fa stare meglio.
Sale solo alla fine: non è un capriccio
Aggiungere il sale all’inizio può “irrigidire” la buccia e rendere più difficile ottenere ceci davvero morbidi. E qui torniamo al punto chiave: più sono teneri, più risultano digeribili. Quindi sale alla fine, senza eccezioni, soprattutto se vuoi una consistenza da crema.
Come ottenere quella cremosità da sogno
La pentola a pressione ti dà già una base morbida, ma se vuoi la cremosità che fa impazzire (tipo hummus, vellutata, crema rustica), c’è un gesto semplicissimo: frullare parzialmente.
Ecco tre opzioni pratiche:
- Frullata totale: perfetta per creme e vellutate lisce.
- Frullata parziale: frulli un terzo dei ceci e lo rimetti in pentola, ottieni un effetto “setoso” senza perdere la masticabilità.
- Schiacciati grossolanamente: con una forchetta o uno schiacciapatate, per zuppe dense e rustiche.
Questo passaggio meccanico rompe parte delle fibre più “lunghe” e rende il composto più uniforme, spesso percepito come più digeribile.
Se non hai la pentola a pressione (alternativa lenta ma sorprendente)
Se ti manca la pentola a pressione, la terracotta a fuoco bassissimo regala una cremosità quasi burrosa. È l’opposto della velocità, ma il risultato è avvolgente, e i ceci diventano davvero gentili al palato.
Il risultato finale: ceci veloci, morbidi, amici dello stomaco
In fondo, è tutto qui: cottura completa, acqua abbondante, aromi giusti, sale alla fine, e una frullata strategica se vuoi la crema perfetta. Da quel momento, i ceci non sono più “un rischio”, diventano una certezza, una di quelle cose che ti viene voglia di rifare subito, perché sai già come andrà a finire.
E la prossima volta che qualcuno ti dirà che i legumi sono “pesanti”, tu saprai esattamente cosa rispondere, con calma, e con una pentola che fischia in sottofondo, come un piccolo rituale domestico.




