Capita a tutti: sei a metà impasto, la ciotola è già sporca, il forno si sta scaldando e ti chiedi, “Ma posso usare il cremor tartaro al posto del lievito chimico?”. Sembra una di quelle differenze da esperti, invece è un dettaglio pratico che cambia profumo, gusto e persino la “sensazione” del dolce in bocca.
La promessa comune: l’impasto che si gonfia subito
Sia lievito chimico sia cremor tartaro (usato correttamente) sono agenti lievitanti chimici istantanei. Tradotto in cucina: niente attese, niente tempi di fermentazione, niente “raddoppio” come con il lievito di birra. Appena incontrano liquidi e calore, liberano anidride carbonica, le bollicine che fanno crescere torte, muffin, biscotti e focacce rapide.
Il punto è che arrivano alla stessa reazione con strade diverse.
Composizione e origine: cosa c’è davvero nella bustina (o nel barattolo)
Lievito chimico
Il lievito chimico è una miscela già pronta. In genere contiene:
- una base (tipicamente bicarbonato di sodio),
- uno o più acidi alimentari (per attivare la reazione),
- talvolta amidi o antiagglomeranti per mantenerlo stabile e scorrevole.
È comodo perché nasce “pensato per funzionare” senza calcoli: apri, versi, fine.
Cremor tartaro
Il cremor tartaro è un sale di potassio dell’acido tartarico, legato al mondo dell’uva e della vinificazione. Da solo, però, non basta a far gonfiare un impasto: ha bisogno della sua controparte basica.
Per questo si usa insieme al bicarbonato in una proporzione pratica e collaudata:
- 2 parti di cremor tartaro
- 1 parte di bicarbonato
Esempio utile, da segnare mentalmente: 100 g di cremor tartaro + 45 g di bicarbonato (non è perfettamente 2:1 perché i pesi molecolari differiscono, ma in cucina funziona molto bene).
Modalità d’uso: praticità contro controllo
Qui la differenza si sente subito, soprattutto quando hai fretta.
Lievito chimico
- si usa direttamente nella quantità indicata dalla ricetta,
- è stabile e progettato per resistere abbastanza bene nel tempo,
- è perfetto se vuoi zero pensieri.
Cremor tartaro + bicarbonato
- si prepara al momento, perché l’umidità può farlo reagire e indebolire col tempo,
- ti dà più controllo, soprattutto se vuoi evitare alcuni additivi,
- sostituisce il lievito chimico nella stessa quantità totale.
In pratica: se la ricetta chiede 16 g di lievito chimico, puoi usare circa 16 g della miscela (mantenendo la proporzione 2:1).
Differenze che si notano davvero (gusto, digeribilità, versatilità)
| Aspetto | Lievito chimico | Cremor tartaro (con bicarbonato) |
|---|---|---|
| Gusto | A volte lascia un leggero retrogusto, specie se dosato generoso | In genere più neutro, con meno retrogusti |
| “Pulizia” ingredienti | Può includere coadiuvanti tecnologici | Spesso percepito come più “semplice” |
| Intolleranze e scelte alimentari | Variabile in base alla marca | Spesso apprezzato in ricette vegane e senza glutine |
| Altri usi | Principalmente lievitante | Utile anche per stabilizzare sciroppi e ridurre cristallizzazioni |
Un dettaglio che mi ha convinto più di mille teorie: nei biscotti secchi e nei plumcake delicati, il cremor tartaro (ben bilanciato) tende a lasciare un risultato più “pulito” al palato, meno sensazione di chimico in fondo alla lingua.
Come scegliere in base alla ricetta (senza complicarsi la vita)
Se vuoi una regola semplice, eccola:
- Hai poco tempo o segui una ricetta collaudata? Vai di lievito chimico.
- Vuoi un gusto più neutro e ingredienti essenziali? Scegli cremor tartaro + bicarbonato.
- Stai facendo una ricetta super rapida (muffin, pancakes, focaccine)? Entrambi vanno bene, ma con il cremor tartaro mescola e inforna subito.
- Temi l’effetto “sapone” o l’amaro? Spesso è segno di base in eccesso, quindi dosa con precisione.
La verità finale: è davvero “più sicuro” o “più salutare”?
Nessuna magia: la reazione è sempre quella, e la sostanza che gonfia l’impasto è sempre la stessa. Il cremor tartaro non è automaticamente “più sicuro”, come il lievito chimico non è automaticamente “peggiore”. La differenza reale sta in composizione, precisione delle dosi e nella tua preferenza per praticità o controllo.
Se ti piace cucinare con attenzione, il cremor tartaro è un alleato sorprendente. Se invece vuoi la certezza immediata del risultato, il lievito chimico resta un classico affidabile. E la cosa bella è che puoi scegliere, ricetta per ricetta, senza più dubbi.




