C’è un momento, mentre il sugo sobbolle piano e la cucina profuma di pomodoro e rosmarino, in cui ti rendi conto che non ti manca proprio nulla. È lì che questo ragù “senza” smette di essere un’alternativa e diventa una scelta, piena, golosa, sorprendentemente familiare.
Perché funziona anche con chi ama il ragù classico
Il segreto è tutto nella consistenza. Le lenticchie (scelte bene e trattate con un minimo di pazienza) costruiscono una base corposa, con quella masticabilità che ricorda la carne tritata, ma con un sapore più delicato e rotondo. Poi ci pensa il resto, soffritto fatto come si deve, passata di pomodoro di qualità, una cottura lenta e qualche trucco semplice per arrivare a un risultato che mette d’accordo tutti.
Non è magia, è metodo. E una ricetta che, una volta imparata, ti ritrovi a rifare anche quando non c’è nessun motivo “vegano” in mezzo, solo voglia di qualcosa di buono.
Ingredienti (per 4 persone)
- 320-400 g di pasta (rigatoni, mezze maniche, fusilli, anche senza glutine)
- 400-500 g di lenticchie già cotte (in scatola, ben sciacquate) oppure secche già lessate
- 500-600 ml di passata di pomodoro
- 1 cipolla media
- 1 carota
- 1 costa di sedano
- 2 spicchi di aglio
- 3-4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- Sale fino e pepe nero
- Rosmarino e/o salvia (facoltativi ma consigliati)
- Brodo vegetale caldo (quanto basta)
Metodo
Prepara il soffritto come base di sapore. Trita finemente cipolla, carota e sedano. In una padella ampia scalda l’olio e fai andare le verdure a fiamma medio bassa per 8-10 minuti, finché diventano morbide e profumate. Aggiungi l’aglio schiacciato (o tritato) negli ultimi 2 minuti, così non prende amaro.
Insaporisci le lenticchie. Unisci le lenticchie sciacquate e ben scolate. Falle rosolare 2-3 minuti, mescolando spesso. Questo passaggio sembra piccolo, ma cambia tutto: asciuga l’umidità in eccesso e “tosta” i sapori, rendendo il ragù più intenso.
Aggiungi pomodoro e aromi. Versa la passata, sala, pepa e aggiungi rosmarino o salvia (meglio tritati finissimi, così non dominano). Mescola e porta a leggero bollore.
Cottura lenta, consistenza giusta. Abbassa la fiamma, copri lasciando uno spiraglio e fai sobbollire 20-40 minuti. Ogni tanto dai un’occhiata e mescola. Se il sugo si asciuga troppo, aggiungi poco brodo vegetale caldo alla volta. L’obiettivo è un ragù denso, non brodoso.
Cuoci la pasta al dente. Lessala in acqua salata, scolandola 2 minuti prima del tempo indicato. Tieni da parte una tazza di acqua di cottura.
Mantecatura finale. Trasferisci la pasta nella padella con il ragù e saltala 1-2 minuti. Aggiungi un goccio di acqua di cottura per legare tutto e ottenere quella cremosità che fa venire voglia di un altro piatto.
Trucchi da cucina (quelli che fanno la differenza)
- Per un ragù più “scuro” e profondo, aggiungi 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro insieme alla passata.
- Se vuoi una texture ancora più simile al tritato, schiaccia con una forchetta circa un terzo delle lenticchie direttamente in padella.
- Un filo d’olio a crudo nel piatto esalta il profumo e regala una sensazione più ricca.
Varianti golose (senza complicarsi la vita)
- Con funghi secchi: reidrata 10 g di funghi, tritali e aggiungili al soffritto. Il sapore diventa più profondo e “avvolgente”.
- Senza glutine: scegli una pasta adatta, meglio se di mais e riso o legumi, e manteca con più acqua di cottura per evitare che asciughi.
- Versione al forno: condisci la pasta, trasferisci in pirofila, spolvera con pangrattato e un filo d’olio, poi gratina 10 minuti.
Come conservarlo (e perché è ancora più buono)
Il ragù si conserva in frigo 3 giorni in un contenitore chiuso e spesso il giorno dopo è persino migliore, perché i sapori si “sposano”. Puoi anche congelarlo in porzioni, così nei giorni difficili ti basta cuocere la pasta e hai pronto un comfort food vegano che sembra fatto apposta per mettere tutti di buon umore.




