C’è un momento, quando impasti pizza o pane in casa, in cui capisci che non è solo questione di ricetta. È proprio il forno che sembra “non collaborare”: base pallida, crosta che non scrocchia, umidità che resta intrappolata. È lì che entra in scena la pietra refrattaria, e capisci perché, come racconta spesso Benedetta Rossi, può cambiare davvero il risultato, senza magie, solo con un po’ di metodo.
Cos’è davvero la pietra refrattaria (e perché funziona)
La pietra refrattaria è una lastra pensata per sopportare temperature elevate senza deformarsi. Viene realizzata con materiali refrattari, come argilla e cordierite, capaci di fare due cose fondamentali:
- Trattenere il calore a lungo, creando una base rovente e stabile
- Assorbire l’umidità dagli impasti, favorendo una cottura più asciutta e una crosta migliore
Immaginala come una “batteria” di calore: la carichi durante il preriscaldamento e poi la rilascia in modo uniforme, proprio quando l’impasto ne ha più bisogno.
Quando usarla: i casi in cui fa la differenza
La pietra non è un accessorio da tenere in forno “tanto per”. Il suo punto forte è replicare, in parte, l’effetto dei forni professionali, soprattutto con:
- Pizza fatta in casa, per una base più cotta e asciutta
- Pane, per una crosta più croccante e una mollica più equilibrata
Funziona benissimo anche con focacce e panini, ma i due grandi campi di gioco restano questi.
Pizza: posizione alta e calore spinto
Per la pizza, il trucco è semplice e molto pratico:
- Metti la pietra refrattaria nel forno quando è ancora freddo e spento
- Posizionala nella parte alta del forno
- Accendi e porta a circa 250 °C
- Lasciala scaldare 30-60 minuti (dipende dal forno e dallo spessore)
Quando inforni, cerca di lavorare veloce: aprire e chiudere troppo spesso fa calare la temperatura, e la pietra rende al meglio quando resta “carica”.
Pane: centro del forno e crosta che canta
Per il pane l’approccio è simile, ma cambia la posizione:
- Pietra inserita a forno freddo
- Pietra nella parte centrale del forno
- Preriscaldamento completo, sempre generoso
- Cottura di almeno 20 minuti, poi dipende da forma e pezzatura
Un consiglio che torna spesso nelle cucine di casa, e che ha senso anche qui, è quello di aggiungere umidità all’inizio: vaporizza un po’ d’acqua sulla superficie della pagnotta o dei panini, aiuta a formare una crosta più bella e uniforme.
Pizza o pane? Una mini guida rapida
| Preparazione | Posizione pietra | Temperatura | Preriscaldamento |
|---|---|---|---|
| Pizza | Parte alta | 250 °C circa | 30-60 min |
| Pane | Parte centrale | Alta e stabile | Completo, poi cottura da 20 min in su |
Come sceglierla: forma e spessore contano
Qui vale una regola semplice: meglio pochi dettagli, ma giusti.
- Forma: rettangolare o tonda, scegli in base alla teglia e allo spazio nel forno
- Spessore: almeno 1,5 cm, perché una pietra troppo sottile si scalda in fretta ma perde calore altrettanto in fretta
- Dimensione: lascia un po’ di “aria” ai lati, così il calore circola meglio
Come pulirla senza rovinarla (e senza stress)
La pulizia è la parte che spaventa di più, ma è più facile di quanto sembri, se rispetti due principi: niente shock termici e niente detergenti profumati.
Ecco una routine affidabile:
- Falla raffreddare completamente nel forno (mai passare dal caldo all’acqua fredda)
- Raschia i residui con una spatola o un raschietto, con delicatezza
- Passa una spazzola asciutta o un panno appena umido
- Se ci sono macchie ostinate, usa una pasta di bicarbonato e poca acqua, strofina e poi rimuovi con un panno umido
Evita di immergerla: la pietra può assorbire acqua e rilasciarla poi in cottura, creando vapore indesiderato. E non preoccuparti se resta qualche alone: con l’uso la pietra “si segna” e diventa sempre più efficace, un po’ come una buona teglia vissuta.
Alla fine, la pietra refrattaria è questo: un alleato silenzioso che, con il giusto preriscaldamento e una manutenzione semplice, ti porta più vicino a quella pizza fragrante e a quel pane con la crosta che fa venire voglia di spezzarlo ancora caldo.




