È il dolce più buono del mese, la ricetta di Benedetta Rossi è facilissima

C’è un “dolce più buono del mese” che mi ha fatto venire voglia di aprire il frigo ogni dieci minuti, solo per controllare se fosse già pronto. E il bello è che è davvero facilissimo: niente forno, niente tempi strani, solo una sequenza di gesti semplici che profumano di caffè e promettono una fetta cremosa, fresca, irresistibile.

Quello di cui parliamo è la torta fredda wafer e caffè resa popolare da Benedetta Rossi. Non è un tiramisù, anche se l’idea di fondo strizza l’occhio a quel mondo lì. Qui, però, c’è un gioco di consistenze diverso: appena fatta è più compatta e un po’ croccante, poi, con il riposo, diventa via via più vellutata. È proprio questa trasformazione a renderla speciale.

Perché non è un tiramisù (e perché piace di più a molti)

Il tiramisù classico vive di savoiardi inzuppati e crema soffice. In questa torta, invece, i wafer creano strati netti e ordinati. Nei primi minuti tengono la struttura e regalano un morso più deciso. Poi il caffè e la crema fanno il loro lavoro lentamente: i wafer si ammorbidiscono quel tanto che basta, senza sparire, e la fetta diventa compatta, “da pasticceria”, ma con una leggerezza sorprendente.

Il trucco sta tutto nell’equilibrio: poco caffè, crema ben montata, riposo paziente.

Ingredienti

Per uno stampo da circa 20-22 cm (regolati a occhio, perché i wafer cambiano dimensione):

  • Wafer (alla vaniglia o al cacao)
  • Caffè freddo (meglio se non zuccherato o poco zuccherato)
  • Mascarpone (ben freddo)
  • Zucchero a velo
  • Panna montata (già montata o da montare ben fredda)
  • Cacao amaro per spolverare

Facoltativi, ma consigliati se vuoi “alzare il volume”:

  • Gocce di cioccolato fondente
  • Estratto di vaniglia

Metodo

  1. Prepara il caffè e lascialo raffreddare. Deve essere freddo, così non smonta la crema e non ammorbidisce troppo i wafer.
  2. Lavora la crema: in una ciotola mescola mascarpone, zucchero a velo e (se lo usi) estratto di vaniglia, fino a ottenere una crema liscia.
  3. Incorpora la panna: aggiungi la panna montata con movimenti dal basso verso l’alto. Qui serve delicatezza, immagina di “piegare” la crema su se stessa, così resta ariosa.
  4. Assembla gli strati: rivesti il fondo dello stampo con un primo strato di wafer. Poi pennella leggermente con caffè, senza inzuppare troppo (è il punto chiave).
  5. Aggiungi la crema: distribuisci uno strato generoso e livellalo. Se vuoi, spargi un po’ di gocce di cioccolato.
  6. Ripeti: vai avanti alternando wafer, caffè e crema fino a finire gli ingredienti, concludendo con uno strato di crema ben liscio.
  7. Riposo in frigo: copri e lascia rassodare almeno 4 ore, ma se puoi fai tutta la notte. È qui che avviene la magia.
  8. Finitura: prima di servire, spolvera con cacao amaro. Per un effetto “wow”, aggiungi al centro wafer sbriciolati.

Il segreto della consistenza perfetta

Se ti stai chiedendo “quanto caffè devo mettere?”, pensa a una regola semplice: il wafer deve profumare, non affondare. Pennellare è meglio che versare, perché ti permette di controllare l’umidità. Il riposo poi fa il resto, come una piccola lezione di gelificazione domestica, la struttura si assesta e la fetta diventa stabile, ma morbida.

Idee furbe per personalizzarla senza complicarla

  • Vuoi più carattere? Usa wafer al cacao e aggiungi gocce fondenti.
  • Vuoi un profumo più rotondo? Una punta di vaniglia nella crema cambia tutto.
  • Vuoi una versione “adulta”? Un cucchiaino di liquore nel caffè (pochissimo) dà profondità.

Alla fine, il motivo per cui questa torta viene definita facilissima è semplice: è una ricetta a strati, intuitiva, eppure con un risultato che sembra molto più elaborato. E quando tagli la prima fetta, compatta e setosa, capisci subito perché può tranquillamente diventare il tuo dolce del mese.

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