A volte mi sorprendo ancora quando vedo il mio gatto puntare deciso verso le tende, occhi lucidi di entusiasmo e quel tipico fremito che anticipa la scalata. È un gesto quasi teatrale, ma dietro quell’arrampicata impulsiva c’è un mondo fatto di istinto, curiosità e antiche abitudini dei felini. Capire perché lo fanno è il primo passo per gestire la situazione senza stress, né per noi né per loro.
Perché i gatti cercano sempre posti alti
Osservandoli, sembra quasi che abbiano un magnete interiore che li attrae verso ogni superficie verticale. E in realtà un motivo ben preciso c’è: salire in alto è parte della natura dei gatti, un comportamento profondamente radicato nel loro modo di vivere. Da animali agili e attenti, trovano nei punti elevati una forma di sicurezza che li rassicura.
Quando sono in alto:
- possono controllare meglio il territorio,
- si sentono protetti da eventuali minacce,
- trovano un punto strategico da cui osservare ciò che accade intorno.
È un comportamento antico, comune a molti felini, che amano dominare lo spazio dall’alto per sentirsi al sicuro.
L’attrazione irresistibile delle tende
Le tende, purtroppo per noi, sono spesso la “palestra” ideale. Morbide, oscillanti, leggere: tutto ciò che per un gatto diventa immediatamente un gioco. Quando le vede muoversi, magari a causa di un filo d’aria, la sua mente le trasforma in una preda che penzola. E a quel punto il richiamo della pulsione predatoria diventa troppo forte per essere ignorato.
Il tessuto offre anche una superficie afferrabile: perfetta per testare i propri artigli o per sfogare l’energia in eccesso. È per questo che i gattini, ancora più scatenati degli adulti, finiscono spesso per arrampicarcisi senza nemmeno pensarci.
Comportamenti legati all’energia e alla noia
Oltre all’istinto, c’è una componente di bisogno fisico e mentale. Se un gatto non ha sufficienti stimoli:
- può annoiarsi,
- può cercare attenzione,
- può sfogare l’energia su oggetti poco adatti, come le tende.
I giovani, soprattutto, vivono in uno stato quasi permanente di esplorazione. Provano, sperimentano, si mettono alla prova. L’arrampicata è parte del loro repertorio di apprendimento.
Come intervenire senza punire
Punire un gatto non funziona. Lo confonde, lo stressa e spesso peggiora i comportamenti. La soluzione sta sempre nel capire cosa lo spinge ad agire così e offrirgli alternative concrete.
Scegliere tessuti più resistenti
Un piccolo trucco è utilizzare tende più pesanti, con tessuti meno afferrabili e meno inclini a oscillare. Non eliminano del tutto il rischio, ma riducono la tentazione.
Offrire alternative verticali
Questo è il punto davvero decisivo: dare al gatto qualcosa di meglio delle tende.
Alcune soluzioni efficaci:
- un tiragraffi verticale alto e stabile,
- mensole dedicate vicino a una finestra,
- piccoli percorsi a parete,
- un mobile accessibile che funga da punto d’osservazione.
Quando i gatti hanno strutture create apposta per loro, le tende perdono immediatamente parte del loro fascino. E la casa diventa un luogo più ricco e stimolante anche per loro.
Anticipare il salto e deviare l’attenzione
Se inizi a riconoscere quel momento in cui il gatto si prepara alla scalata, puoi anticiparlo con un giocattolo, una pallina o una bacchetta con piume. Non è un “premio”, ma una distrazione che gli permette di sfogarsi senza rovinare nulla.
Un equilibrio possibile
La verità è che i gatti arrampicano perché fa parte di loro, tanto quanto respirare o fare le fusa. E noi, convivendo con loro, impariamo a trovare un punto d’incontro tra le nostre esigenze e le loro pulsioni naturali. Con qualche accorgimento e un po’ di pazienza, le tende possono tornare ad avere una vita lunga e serena, mentre il gatto può continuare a esplorare in verticale il mondo che lo circonda.



