Hai mai assaggiato i capunet? Un piatto tradizionale che non ti puoi perdere: la ricetta è facilissima!

C’è un momento, quando senti parlare di “piatto tradizionale” e “ricetta facilissima”, in cui scatta la curiosità: possibile che mi sia perso qualcosa di così buono? I capunet fanno proprio questo effetto. Li assaggi e ti sembra di entrare in una cucina di casa, con il profumo della verza appena scottata e quel ripieno morbido che sa di domenica.

Cosa sono davvero i capunet (e perché conquistano tutti)

I capunet sono involtini di verza ripieni di carne macinata e formaggio, un classico della tradizione del Piemonte. Hanno un’anima semplice, rustica, concreta. Niente fronzoli, solo ingredienti “di dispensa” che, messi insieme, diventano qualcosa di sorprendente.

La cosa bella è che sono versatili: li puoi servire come secondo piatto, come piatto unico con un contorno, oppure anche il giorno dopo, riscaldati, quando diventano ancora più saporiti.

Origini, nome e spirito “di recupero”

Il nome “capunet” viene dal dialetto piemontese e significa “piccoli capponi”. È un nome affettuoso, quasi ironico, perché al posto del cappone c’è un involtino compatto e generoso, chiuso nella verza come in un abbraccio.

Si dice che questa ricetta abbia radici antiche, addirittura medievali, e che sia nata come ricetta di recupero: avanzi di carne, pane raffermo, qualche salume, un uovo per legare, formaggio grattugiato per dare carattere. Ogni famiglia ha la sua versione, e spesso è proprio lì che sta il fascino: i capunet non sono mai identici, sono “vivi”, come le ricette tramandate a voce.

Ingredienti

Quantità per circa 12 capunet.

  • 12 foglie grandi di cavolo verza
  • 250-300 g di macinato di manzo
  • 200-250 g di macinato di maiale
  • 100-150 g di mortadella (oppure prosciutto crudo), tritata fine
  • 60-80 g di formaggio grattugiato (Grana Padano o Parmigiano Reggiano)
  • 1 uovo
  • 80-100 g di pane raffermo, ammollato e ben strizzato
  • 1 cipolla piccola (o mezza grande)
  • 20-30 g di burro (per la padella) oppure un filo d’olio
  • Sale, pepe, noce moscata
  • Facoltativo: carota e sedano tritati per il fondo di cottura

Metodo

  1. Prepara le foglie di verza. Stacca con delicatezza le foglie più grandi, lavale e sbollentale 3-4 minuti in acqua salata. Devono ammorbidirsi senza sfaldarsi. Scolale e stendile su un canovaccio pulito ad asciugare.

  2. Sistema la foglia. Se la costa centrale è troppo spessa, assottigliala con un coltello, senza bucare la foglia. Questo piccolo gesto rende l’involtino più facile da chiudere e più piacevole da mangiare.

  3. Prepara il ripieno. In una ciotola unisci manzo, maiale, mortadella tritata, formaggio grattugiato, uovo e pane ammollato. Condisci con sale, pepe e una grattata di noce moscata. Mescola fino a ottenere un composto uniforme, morbido ma non liquido.

  4. Forma i capunet. Metti un cucchiaio abbondante di ripieno al centro di ogni foglia. Ripiega i lati verso l’interno e arrotola stretto, come un piccolo pacchetto. Se vuoi, puoi chiudere con uno spago da cucina, ma spesso basta la verza ben avvolta.

  5. Cottura in padella (più “casalinga”). Fai appassire la cipolla (e il trito di carota e sedano, se lo usi) nel burro. Adagia i capunet, rosolali delicatamente su più lati, poi copri e cuoci a fuoco basso per circa 15 minuti.

  6. Cottura al forno (più comoda). Disponili in teglia, aggiungi qualche fiocchetto di burro o un filo d’olio, copri con carta forno o alluminio e cuoci a 180°C per 20-25 minuti. Scopri gli ultimi 5 minuti per una superficie più dorata.

Piccoli trucchi che fanno la differenza

  • Se il ripieno ti sembra asciutto, aggiungi un cucchiaio di latte o brodo.
  • Se lo vuoi più “ricco”, aumenta leggermente il formaggio grattugiato.
  • Servili con un contorno semplice, come patate al forno o una purea, così i capunet restano i protagonisti.

Quando li porti in tavola, capisci perché sono rimasti nel tempo: sono tradizione, semplicità e comfort food, tutto nello stesso boccone.

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