Anice in cucina: come usarlo davvero tra dolci, tisane e ricette salate

Apri la dispensa, sviti il tappo di un vasetto e senti un profumo dolce, fresco, quasi da caramella balsamica. L’anice spesso non si sa come usarlo senza far sparire tutto il resto. Una volta capito che tipo hai davanti e in che quantità usarlo, portarlo in tavola diventa più naturale.

Che sapore ha davvero

Il profumo classico dell’anice ricorda la liquirizia, il finocchio e spezie delicate. Il composto aromatico principale è l’anetolo, una sostanza naturale.

In cucina, di solito si incontrano tre tipi principali:

  • Anice verde, sono quei semini chiari, piccoli, molto usati nella cucina di casa, soprattutto nella tradizione mediterranea
  • Anice stellato, il frutto a forma di stella, che finisce spesso anche in tisane e infusi
  • Semi di anice macinati, da dosare con un po’ più di cura

Chi ha l’abitudine di cucinare con le spezie, di solito fa una prova: apre il vasetto, annusa e schiaccia un seme tra le dita.

Nei dolci, quando usarlo e quanto

L’anice nei dolci si usa per dare un tocco pulito e aromatico. Si infila in:

  • biscotti semplici e secchi
  • ciambelle fatte in casa
  • pane dolce soffice
  • creme delicate
  • sciroppi per la frutta cotta

Su un impasto con più o meno 500 grammi di farina bastano 1 o 2 cucchiaini di semi appena schiacciati. Se usi l’anice stellato in una crema o in un latte profumato, una sola stella è sufficiente.

Un accorgimento è scaldare leggermente i semi in padella per qualche secondo, facendo attenzione a non farli scurire. Nei biscotti più classici c’è chi continua a metterli direttamente nell’impasto.

Tisane e infusi, il metodo semplice

Di solito si usa con i semi di anice verde.

Preparazione base

  • 1 cucchiaino raso di semi
  • 200 ml d’acqua
  • circa 7–8 minuti di infusione

I semi si possono schiacciare prima di buttarli nell’acqua calda. Volendo si può unire del finocchio, un po’ di scorza di limone o anche un pezzetto di cannella.

In molte tradizioni popolari viene visto come un alleato della digestione. È un uso abbastanza comune, ma non andrebbe preso come se fosse un vero consiglio medico.

Nelle ricette salate sorprende più di quanto sembri

Capita spesso di pensare che l’anice sia fatto solo per i dolci. Nei piatti salati si abbina a ingredienti dal sapore delicato o più ricchi e grassi.

Sta benissimo insieme a:

  • carote, un po’ di zucca e finocchi
  • carni bianche
  • pesce al forno
  • legumi, in particolare ceci e lenticchie
  • salse di pomodoro, ma solo in piccole quantità

Ne serve davvero poco. In una vellutata di carote, ad esempio, mezzo cucchiaino di semi pestati è sufficiente per quattro persone. Con l’anice stellato è meglio mettere in cottura solo un pezzetto e toglierlo alla fine, come si fa con l’alloro.

Come accorgersene e conservarlo al meglio

Quando ti trovi a dover scegliere un prodotto, fai attenzione a questi aspetti:

  • i semi è meglio che siano interi, ben asciutti
  • l’anice stellato dovrebbe avere punte integre e un colore bruno abbastanza uniforme
  • la polvere conviene prenderla in piccole quantità

Per conservarla al meglio, va bene un barattolo ermetico, tenuto lontano da luce e umidità. Meglio non lasciare il vasetto vicino ai fornelli.

L’anice, se non si esagera, non prende il sopravvento. Una tisana diventa più morbida, un biscotto si riconosce al primo morso, e nei piatti salati arriva una sfumatura che fa nascere la domanda su quale sia l’ingrediente nascosto.

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