Vassoio in mano, coda che avanza, occhi puntati sul banco dei dolci: è una scena normalissima in una mensa, ma nei Villaggi Olimpici di Milano Cortina 2026 è diventata quasi uno sport parallelo. Il motivo è semplice, il tiramisù finisce in fretta, compare nei video degli atleti e scatena reazioni che sembrano quelle di una finale. Non è un primo nel senso del menù, certo, ma è il piatto di cui tutti stanno parlando.
Il dolce che ha trasformato la mensa in un fenomeno social
La scintilla è arrivata dai social, soprattutto da TikTok e Instagram. Lo snowboarder svizzero Jonas Hasler ha raccontato la difficoltà di trovarlo disponibile e poi, al primo assaggio, ha lasciato una recensione che ha fatto il giro del web: per lui è stato “il miglior tiramisù della mia vita”. Subito dopo, un’altra porzione.
Quando un atleta lo dice in un contesto così particolare, tra allenamenti, ritmi serrati e pasti spesso valutati in modo molto pratico, il messaggio pesa ancora di più. Chi frequenta gare e villaggi sportivi sa che il cibo viene giudicato in pochi secondi: porzione, gusto, energia, facilità nel ritrovarlo il giorno dopo. Se un dolce supera questo test, parte già con un vantaggio enorme.
Anche l’americano Matt C. Smith lo ha promosso con un voto alto, inserendolo tra i punti forti del menù italiano insieme a pizza e lasagne. Da lì, il passaggio da dessert di mensa a oggetto del desiderio online è stato rapidissimo.
Perché piace così tanto
Il successo non nasce solo dalla fama del tiramisù, ma dal contesto. Dopo le discussioni nate a Parigi 2024 sulle quantità e sull’equilibrio dell’offerta, Milano Cortina ha puntato su un menù disponibile 24 ore su 24, ricco di piatti italiani riconoscibili e molto fotografabili.
In una struttura che prevede milioni di pasti complessivi, il cibo diventa parte dell’esperienza olimpica. E sui social funziona ancora di più quando un piatto unisce tre elementi:
- È facile da capire, anche per chi arriva da un altro Paese
- Ha un’immagine forte, con strati, crema e cacao che rendono bene in video
- Trasmette l’idea di comfort food, quindi di accoglienza
Il tiramisù, da questo punto di vista, è perfetto. Ha una consistenza morbida, un gusto immediato, una fama internazionale e quel contrasto tra crema e cacao che in camera, in mensa o in un reel, colpisce subito.
Non c’è solo il dolce
A rendere il Villaggio una specie di set gastronomico contribuiscono anche altri piatti diventati virali. La pasta Anelli Olimpici, creata con il richiamo ai cinque cerchi e proposta in versione “alla Crudaiola” con pomodoro, alici e olive, ha attirato l’attenzione per l’idea e per l’impatto visivo. Poi ci sono pizza, focaccia e tortini al cioccolato, spesso accolti da commenti entusiasti di atleti canadesi, sudafricani e statunitensi.
Questo non significa che tutti la pensino allo stesso modo. Qualcuno, come il pattinatore georgiano Gleb Smolkin, ha espresso stanchezza per la presenza costante della pasta e per la mancanza di sapori più vicini alla propria tradizione. È una reazione comprensibile: in eventi così lunghi, la varietà conta quasi quanto la qualità.
Come si riconosce un tiramisù davvero riuscito
Chi ama questo dolce di solito guarda pochi dettagli, molto concreti:
- Crema stabile ma non pesante
- Savoiardi umidi al punto giusto, non zuppi
- Equilibrio tra caffè, dolcezza e cacao
- Porzione pulita, senza separazioni evidenti tra gli strati
Sono proprio questi aspetti che, nei video degli atleti, sembrano convincere di più. E spiegano perché tanti vogliano provarlo di persona, ben oltre la curiosità del momento.
Alla fine, il successo di questo dessert racconta qualcosa di molto italiano: quando un piatto è riconoscibile, ben eseguito e servito nel momento giusto, non resta solo cibo da mensa. Diventa esperienza, conversazione, memoria condivisa. Ed è per questo che, tra una gara e un post, tutti continuano a cercarne un’altra porzione.




