Farfalle al salmone affumicato e vodka: come prepararle in stile anni ’80

Le farfalle al salmone affumicato e vodka hanno quell’aria da anni ’80 che riconosci subito, cremose, profumate, un po’ “esagerate” nel modo giusto. È uno di quei piatti che sembrano usciti da una cena con luci soffuse, calici importanti e musica di sottofondo, eppure si fanno in pochi minuti, con una padella sola e una voglia precisa di nostalgia.

Perché questo piatto è così anni ’80 (e funziona ancora)

Negli anni ’80 si cercava spesso l’effetto “wow” con ingredienti allora considerati speciali: salmone affumicato, un goccio di vodka, la panna che avvolge tutto e quel tocco rosato dato dal concentrato di pomodoro. Il risultato è una salsa vellutata, sapida e profumata, perfetta da far aggrappare alle farfalle.

La vodka non serve a “far ubriacare” la pasta, serve a dare un profilo aromatico pulito e a spingere la parte affumicata del salmone, mentre l’alcol evapora quasi del tutto se la fai sfumare bene.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 400 g di farfalle (vanno bene anche penne o pennette)
  • 200-300 g di salmone affumicato, a listarelle non troppo sottili
  • 40-50 ml di vodka (un bicchierino)
  • 150-200 ml di panna da cucina (o panna fresca)
  • 1 cucchiaio di burro (oppure olio extravergine)
  • Mezza cipolla o 1 scalogno, tritato fine
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro (opzionale, ma molto retrò) oppure 200 g di pomodorini
  • Prezzemolo o erba cipollina q.b.
  • Sale e pepe q.b.
  • Acqua di cottura della pasta q.b.

Procedimento (stile anni ’80, zero stress)

  1. Metti a bollire abbondante acqua salata e cuoci le farfalle al dente. Tieni da parte una tazza di acqua di cottura prima di scolare.
  2. In una padella larga sciogli il burro (o scalda l’olio) e aggiungi cipolla o scalogno. Fallo appassire a fuoco basso finché diventa trasparente, senza fretta.
  3. Unisci il salmone affumicato a listarelle. Dagli una rosolata breve, giusto 2-3 minuti: deve scaldarsi e profumare, non seccarsi.
  4. Alza leggermente la fiamma e sfuma con la vodka. Mescola e lascia evaporare 1-2 minuti, finché l’odore alcolico si attenua.
  5. Aggiungi la panna e, se vuoi il classico colore rosa, il concentrato di pomodoro (oppure i pomodorini tagliati). Fai sobbollire 2-5 minuti, finché la salsa diventa cremosa. Regola di sale e pepe.
  6. Versa la pasta scolata in padella e falla saltare 1-2 minuti. Se la salsa stringe troppo, aggiungi un po’ di acqua di cottura per ritrovare la consistenza vellutata.
  7. Servi subito con una pioggia generosa di prezzemolo o erba cipollina, e una macinata di pepe.

I dettagli che fanno la differenza (davvero)

  • Non cuocere troppo il salmone: più lo tratti delicatamente, più resta morbido e “setoso”.
  • Vodka ben evaporata: se la versi e spegni subito, resta pungente. Lasciale fare il suo lavoro.
  • Panna sì, ma controllata: se esageri, copre tutto. Meglio partire con 150 ml e aggiungere se serve.
  • Un cucchiaino di concentrato è l’anima “pink” del piatto, quasi un codice segreto da anni ’80.

Varianti anni ’80 (e come scegliere la tua)

  1. Versione bianca: niente pomodoro, solo panna e salmone per un sapore più rotondo.
  2. Con pomodorini: più fresca, meno “da buffet retrò”, ma sempre coerente.
  3. Con erba cipollina: profumo più elegante, e quel look da ristorante di una volta.

In fondo, questa ricetta è un piccolo omaggio alla cucina italiana che ha saputo giocare con mode e ingredienti senza perdere comfort. Se la prepari una sera qualsiasi, succede una cosa curiosa: sembra subito un’occasione. E forse è proprio questo il segreto del suo fascino. Un piatto semplice, ma con la sicurezza scenografica di una canzone anni ’80 che conosci a memoria. Qui l’unico brindisi implicito è alla vodka, che fa la sua parte e poi si fa da parte, lasciando spazio alla cremosità.

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