8 marzo nel coworking LABY

cowo

Sono un po’ incerta sull’umore da conferire a questa mia giornata “delle donne”: non so se festeggiare per il fatto di essere qui, davanti a un portatile, usando WordPress, con una connessione fibra in Wi-fi, un lavoro, un conto corrente a mio nome, una patente in portafoglio, un’automobile, una casa, una bicicletta – anche se non è che la usi un granché – e un tavolo riservato in un ristorante per questa sera, non per celebrare questa giornata, ma perché è casualmente capitato così. Non so se ritenere questa mia libertà motivo di festa e di riconoscenza nei confronti di tutte quelle donne che hanno combattuto perché io oggi potessi starmene seduta qui, a elucubrare sul significato di questa giornata o se invece continuare la lotta, rifiutando fiori e carinerie che durano il tempo di una giornata, chiudendo gli occhi davanti ai social instant marketing delle aziende che ci speculano sopra ed evidenziando tutto quello che – ancora – manca a noi donne per arrivare finalmente a un’equità di trattamento.

Qualche campione di relativismo assoluto dice che “in confronto alle donne che stanno in altri paesi del mondo” non ci possiamo proprio lamentare. Già, “in confronto”. Ma chissà perché i confronti si fanno sempre al negativo. Mi viene spontaneo pensare alle donne in Islanda, a cui dicono “Ma di cosa vi lamentate? Che in confronto alle italiane state benissimo!”

E allora è vero: ci sono donne che non possono stare davanti a un portatile a usare WordPress, che non sanno nemmeno leggere, perché la scuola è proibita, così come la proprietà di qualsiasi cosa, inclusa quella della loro vita e del loro corpo, donne che non possono prenotare un tavolo in un ristorante e che anche se potessero, non ci potrebbero andare nemmeno in bicicletta. Ma ci sono anche paesi in cui le donne hanno più facilità ad accedere a posizioni di leadership, a guadagnare come i loro colleghi uomini, a denunciare atti di violenza senza che qualcuno inizi a sindacare su come erano vestite. Ci sono dei modelli a cui aspirare e c’è un ideale di reale parità che merita sempre di essere perseguito. Ma ci vogliono concentrazione e perseveranza nel portare avanti le azioni necessarie perché questo ideale venga raggiunto. Dobbiamo capitalizzare quello che già abbiamo, a cominciare dal diritto a esistere e dalla libertà di scegliere ciò che è meglio per noi. 

Qui in Laby l’8 marzo lo celebriamo così, come tutte le altre giornate dell’anno: partendo dalle idee innovative delle persone, sviluppando i talenti, sfruttando la tecnologia, e capitalizzando la risorsa di umanità delle donne (che è diversa dalla semplice “risorsa umana”). Il coworking è un modello di lavoro che ci dona, perché tiene conto di tutto quello che già abbiamo e ci permette di svilupparlo e migliorarlo nel tempo, e di questo no, non ci lamentiamo. Buona giornata a tutte e a tutti.

Benedetta Gargiulo, presidente e cofondatrice LABY

 

Condividi 👉 Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someone
Pubblicato in Generale.